Mediaset, Vivendi senza diritto di voto, dai soci ok alla modifica dello statuto su voto maggioritario. Vivendi: è illegale

L’assemblea di Mediaset ha approvato a larghissima maggioranza l’introduzione del ‘voto maggiorato’ in statuto, che varrà dalla prossima assise e di fatto ‘blinda’ ulteriormente il controllo di Fininvest sul gruppo televisivo. A favore ha votato il 93,5% dei presenti pari al 47,1% del capitale sociale. Contrario il 6,4% dei presenti pari al 3,2% del capitale. I rappresentanti di Vivendi e Simon non sono stati ammessi al voto dal Cda di Mediaset che si è svolto prima dell’assemblea.

Il comunicato Mediaset: DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MEDIASET DEL 18 APRILE 2019 (PDF)

Pier Silvio Berlusconi

Vivendi “condanna la decisione odierna del Consiglio di Amministrazione di Mediaset di negarle il diritto di voto in Assemblea dei Soci” definendola “illegale” e osservando come “date le circostanze, Vivendi non è nella posizione di partecipare all’Assemblea degli Azionisti di Mediaset”. Di qui l’annuncio che la società “si riserva il diritto di contestare in tribunale la validità delle delibere adottate in data odierna”. In una nota il gruppo francese ricorda come “né l’accordo dell’8 aprile 2016 oggetto della controversia, né la decisione dell’AGCom di aprile 2017 o nessuna ulteriore legge applicabile può impedire a Vivendi di votare”. La decisione del Consiglio di Amministrazione di Mediaset – continua ancora Vivendi – “è contraria a tutti i principi fondamentali della democrazia degli azionisti. E’ illegale e contro gli interessi di Mediaset e, in particolare, dei suoi azionisti di minoranza”.

“Non è una forzatura, sono questioni tecnico legali: la nullità del voto per noi vale su tutto il 30%” in mano a Vivendi, che si trova appena sotto questa soglia. Lo afferma l’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, dopo che Vivendi ha fatto sapere di essere pronta ad andare in Tribunale contro la decisione del Cda di Mediaset di non permetterle il voto in assemblea. “Potevano entrare in assemblea, ma hanno scelto di non farlo”, conclude Pier Silvio Berlusconi rispondendo ai giornalisti al termine dell’assemblea. Per Vivendi era presente Caroline Le Masne de Chermont, responsabile ufficio legale che, di fronte al divieto al diritto di voto, non è entrata in assemblea.

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