Gedi, primo trimestre in utile a 2 milioni. De Benedetti: monetizzare informazione di qualità. Cioli: fiducia nonostante mercato

Primo trimestre in utile a 2 milioni di euro per Gedi. I ricavi del gruppo editoriale sono scesi del 6,5% a 145,6 milioni, il margine operativo lordo è stato pari a 8,4 milioni rispetto a 11,4 milioni nel primo trimestre del 2018. Parlando all’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio al 31 marzo, l’amministratore delegato Laura Cioli ha descritto un “andamento positivo” per il gruppo editoriale “nonostante le difficoltà del mercato” e “un contesto economico generale difficile in cui, nel suo complesso, il settore dell’editoria ha avuto andamenti negativi sia per la pubblicità che per la diffusione”.

Laura Cioli (foto Olycom)

Laura Cioli (foto Olycom)

La manager si è detta fiduciosa “nel fatto che, nonostante il mercato molto difficile, l’azienda, data la sua capacità di mettersi in discussione e di agire in modo molto rigoroso, sia sul lato dei costi sia in un ossessivo sviluppo di prodotti, possa confermare la sua buona performance rispetto al mercato anche nei prossimi periodi”.

“Credo che la qualità dell’informazione debba rimanere al centro della nostra attività: dobbiamo fare in modo che sia veicolata e monetizzata nel modo più efficace ma dobbiamo mantenere la barra fissa su questo valore”, è stato invece il commento del presidente Marco De Benedetti. Al vertice del gruppo, ha garantito, c’è “la volontà e l’impegno di continuare su questa strada. Convinti di poter continuare ad avere un ruolo di leader, e con soddisfazione per noi”, anche cambiando e percorrendo nuove strade, “ma mantenendo sempre chiaro il nostro punto centrale: alla base siamo produttori di informazione di qualità e questo deve restare al centro del nostro lavoro”. “Impegno e determinazione credo che siano totali e credo siano dimostrati tutti i giorni”, ha aggiunto.

Marco De Benedetti (Foto
ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

“Siamo coscienti delle cose positive che abbiamo fatto ma anche delle sfide che abbiamo di fronte a noi, non ci sediamo sugli allori anche se siamo riconoscenti verso chi ha permesso successi in passato. Siamo fieri due successi ma credo siano la base per andare avanti, per continuare a costruire”. E, ha concluso, “sono convinto che abbiamo al nostro interno le risorse e le capacità però andare avanti in questo percorso”.

Tornando ai dati economici, il risultato operativo consolidato, spiega la nota, è stato pari a 0,5 milioni rispetto a 6,6 milioni nel primo trimestre del 2018. Il risultato netto consolidato è ammontato a 2 milioni a fronte di un utile di 3 milioni nel primo trimestre del 2018.

I ricavi dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 12,4% del fatturato consolidato (17,5% sul brand Repubblica) ed i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno raggiunto a fine marzo 2019 i 119.000 abbonati.

I ricavi diffusionali, pari a 67,1 milioni, sono diminuiti del 6,5% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, in un mercato che, come sopra riportato, ha registrato una riduzione
del 7,1% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento.

I ricavi pubblicitari sono risultati in calo dell’8,0% rispetto ai primi tre mesi del 2018. Il risultato operativo consolidato è stato pari a 0,5 milioni (0,3 milioni prima dell’applicazione dell’Ifrs 16) rispetto a 6,6 milioni nel primo trimestre del 2018.

L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2019 prima dell’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 16 ammonta a 124,7 milioni, in aumento rispetto ai 103,2 milioni di fine 2018 per effetto della prima quota di pagamenti relativi ai piani di riorganizzazione in corso nonché dell’andamento del capitale circolante, che risente di un esborso di 8,4 milioni relativo ad un contratto di partnership annuale.

I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del 5,5% rispetto al primo trimestre del 2018; sono diminuiti sia i costi del personale (-4,8%) che gli altri costi (-6,1%) ma, evidenzia la nota, “non riflettono ancora in modo significativo gli effetti della ristrutturazione relativa alla redazione de la Repubblica (avviata operativamente nel mese di marzo) e della chiusura di due ulteriori stabilimenti di stampa (da aprile)”.

L’organico del gruppo, inclusi i contratti a termine, ammontava a fine marzo 2019 a 2.295 dipendenti in riduzione di 64 unità rispetto al 31 dicembre 2018; l’organico medio del periodo è stato inferiore del 4,5% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.

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