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Birmania: l’alta corte conferma le condanne per i 2 giornalisti della Reuters

La Corte suprema del Myanmar ha respinto l’appello finale di due giornalisti della Reuters e ha confermato le condanne a sette anni di prigione per aver riferito della brutale repressione militare dei musulmani Rohingya.

Wa Lone e Kyaw Soe Oo – scelti dal Time come persone dell’anno insieme a Jamal Khashoggi, Maria Ressa e i giornalisti della Capital Gazette di Annapolis [1]  – erano stati arrestati a dicembre 2017 e condannati lo scorso settembre dopo essere stati accusati di possesso illegale di documenti ufficiali, una violazione di una legge di epoca coloniale. I due giornalisti hanno negato l’accusa, sostenendo di essere stati incastrati dalla polizia.

 

Gruppi per i diritti internazionali, organizzazioni per la libertà dei media, esperti Onu e diversi governi hanno deprecato la loro condanna come un’ingiustizia e un attacco alla libertà di stampa.
Del caso dei due giornalisti si è poi anche occupata Amal Clooney, avvocatessa per i diritti umani, che poche settimane fa è stata scelta dal governo Uk come inviata speciale per la libertà di stampa [7], alla guida di un team di esperti legali a disposizione dei reporter di quei paesi in cui vigono ancora leggi contro i media.

 

La copertina dedicata dal Time a Wa Lone and Kyaw Soe Oo (Foto Ansa – EPA/LYNN BO BO)