Unità, arriva l’offerta di Michele Santoro. Il Cdr: non cada nel vuoto

Michele Santoro vuole comprare l’Unità: in un’intervista al Corriere della Sera il giornalista fa sapere di aver fatto un’offerta per comprare l’Unità, ma l’attuale proprietario della storica testata, il gruppo Pessina, non ha ancora dato una risposta.
L’Unità è chiusa dal giugno 2017, oltre trenta lavoratori sono in cassa integrazione, e questa sta per finire. Sono in corso da mesi delle trattative per far tornare in edicola la storica testata fondata da Antonio Gramsci nel 1924, condotte dagli organismi sindacali (Fnsi, associazioni regionali e Cdr) con l’editore, ma ancora non si è arrivati alla conclusione. Per questo il comitato di redazione sollecita una risposta sulla proposta di Santoro e per far tornare in edicola il quotidiano.

Michele Santoro

Michele Santoro (foto Olycom)

Comunicato del comitato di redazione de l’Unità: “Santoro vuole comprare l’Unità? La sua offerta non cada nel vuoto”

“Ora vorrei comprare l’Unità”. Così Michele Santoro in una intervista al Corriere della Sera. E’ una notizia. Una notizia importante, perché riguarda il futuro di una testata storica, non solo per la sinistra ma per l’informazione italiana, e dei lavoratori, giornalisti e poligrafici, che ad essa sono ancora legati. Riportare in edicola il giornale fondato da Antonio Gramsci, è un impegno che da due anni le organizzazioni sindacali – l’Fnsi, le associazioni territoriali, il Cdr – stanno portando avanti, con la consapevolezza che questa vicenda va ben oltre il pur importante ambito sindacale, perché essa parla ad un mondo della sinistra, una sinistra plurale, al mondo del lavoro, alle sue organizzazioni rappresentative, che nel ricostruire un proprio radicamento, per innovare la propria identità, per far vivere valori e principi che ne sono a fondamento, ha bisogno di una voce autorevole come per oltre 90 anni è stata l’Unità e come potrebbe tornare ad esserlo. Lo abbiamo detto e scritto innumerevoli volte. E torniamo oggi a ribadirlo. Oggi che siamo giunti ad una stretta decisiva nel confronto con l’attuale proprietà, l’Unità srl. Oggi che l’affermazione di Michele Santoro riaccende i riflettori mediatici su l’Unità, in termini propositivi, non da gossip alla Lele Mora. L’Unità è un patrimonio della sinistra, e di una comunità che anche in questi durissimi anni, non ci ha fatto mai mancare solidarietà e sostegno per una battaglia che sentiva propria. L’Unità, il suo futuro, è un fatto politico, prim’ancora che industriale. E come tale interroga i protagonisti, a sinistra, della politica, come il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti. Il 30 di giugno, scadranno i due anni di Cassa integrazione. Dal giorno dopo, per giornalisti e poligrafici de l’Unità è disoccupazione. Stiamo battendoci per salvare quanti più possibili posti di lavoro e garantire i più solidi ammortizzatori sociali. Noi faremo la nostra parte. Ma sappiamo che il futuro de L’Unità non dipende solo e tanto da noi. Michele Santoro ha dichiarato un impegno. Non può cadere nel vuoto.

Il Cdr.

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