Facebook: a ricercatori e università accesso ai dati per indagare influenza e impatto dei social su elezioni

Facebook apre le porte della sua banca dati agli studiosi che indagano sul ruolo dei social media nelle elezioni, e quindi nella democrazia. Una sessantina di ricercatori di 30 università in 11 Paesi avranno accesso a dati normalmente preclusi, perché protetti per questioni di privacy.

Tra le nazioni c’è anche l’Italia, con un progetto dell’università di Urbino Carlo Bo che mira ad approfondire le interazioni social relative alle notizie di stampa nel periodo delle elezioni politiche 2018.

CC0 Creative Commons (Pixabay License)

A selezionare i progetti di ricerca sono stati due enti indipendenti: il Social Science One e il Social Science Research Council. Facebook, che un anno fa aveva annunciato l’impegno a sostenere l’approfondimento accademico dell’impatto dei social sulle elezioni, ha precisato di non avere alcun ruolo nella scelta dei progetti, né diritto a vedere o ad autorizzare i risultati delle ricerche prima della loro pubblicazione.

Tra le informazioni a cui i ricercatori selezionati avranno accesso, ci sono i dati sulle inserzioni politiche, i link a pagine esterne condivisi da almeno cento utenti e gli strumenti per tracciare la popolarità di notizie e altri post pubblici. Tutti i dati – ha sottolineato Facebook – sono resi anonimi per tutelare la privacy degli utenti.

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