Rcs rinnova il Cda: Cairo confermato presidente, entra Fornara. “Se ci saranno opportunità nei libri le guarderemo”

Condividi

Approvato il bilancio 2018, l’assemblea degli azionisti di Rcs ha rinnovato il Cda confermando gli amministratori ad eccezione di Stefano Simontacchi, che viene sostituito da Uberto Fornara, amministratore delegato di Cairo Communication. Confermato alla presidenza Urbano Cairo che con una prossima delibera del nuovo consiglio verrà riconfermato anche come amministratore delegato del gruppo.

Urbano Cairo (Foto Ansa/Flavio Lo Scalzo)

Rcs terrà una nuova assemblea il prossimo 12 maggio per allargare il Cda a 12 membri e far rientrare Stefano Simontacchi, rimasto fuori nel rinnovo di oggi, ha poi detto lo stesso presidente Urbano Cairo spiegando che “Stefano Simontacchi era il mio rappresentante prima che entrassi in consiglio e ci tengo ad averlo ancora”. Quanto alla sua uscita di oggi, “abbiamo fatto un errore che ci costerà una nuova assemblea”.

Per quanto riguarda i risultati, rispondendo a un azionista che in assemblea gli ha chiesto se il gruppo distribuirà la cedola anche nel 2020 e in futuro, Cairo ha risposto: “diamo tempo al tempo”. Intanto “godiamoci il dividendo di quest’anno. Siamo tornati a distribuirlo dopo 10 anni, se le cose vanno bene perché non continuare a darlo?”.

Sia in assemblea che al termine l’editore è tornato sul caso del conflitto tra Blackstone e Rcs ribadendo la richiesta di arbitrato per la vendita dell’immobile di via Solferino a Blackstone era “un atto dovuto” da parte di Rcs: “una volta entrati nel consiglio di Rcs abbiamo fatto una sorta di due diligence sulle operazioni fatte prima del nostro arrivo e da un esame della vendita a Blackstone abbiamo ritenuto che vi fossero gli estremi per cominciare un arbitrato”. “Abbiamo deciso tutti insieme”, ha sottolineato Cairo, “ed era, secondo noi, un atto dovuto”. Quando fu decisa l’operazione, ha ricordato Cairo, “ero un semplice azionista di Rcs con il 2,7% e scrissi una lettera al presidente di allora, Angelo Provasoli, chiedendo lumi, perché ritenevo che la vendita fosse stata fatta a un prezzo più basso del valore dell’immobile” .

Rispondendo a chi gli chiedeva se fosse preoccupato per la causa intentata il 22 aprile da parte di Blackstone contro Urbano Cairo in persona per danni compensativi fino a 300 milioni di dollari per l’opportunità persa dal Fondo stesso e dai suoi investitori di vendere la proprietà di via Solferino, oltre ai danni punitivi comparabili, l’editore ha risposto: “non ho neanche avuto ancora una notizia diretta non posso parlare di una cosa che non conosco”. “Il nostro” , ha ribadito a margine dell’assemblea, – era un atto dovuto dopo la due diligence (sulla vendita dell’immobile di via Solferino, ndr), per il resto non posso commentare”.

“Non mi ricordo i voti di quella giornata”, ha detto Cairo riferendosi alla decisione di agire con l’arbitrato, “però era una decisione del Consiglio”. “L’azione legale”, ha precisato, la fa la Rcs sulla base del fatto che ha riscontrato che ci siano i presupposti per farla e non abbiamo fatto accantonamenti perché i nostri legali hanno fatto valutazioni attente e conoscono il caso”. Quanto ai tempi e a una possibile soluzione stragiudiziale, “non ci sono contatti, c’è un arbitrato che sta andando avanti”, ha spiegato Cairo, “il collegio arbitrale giudica ed è svincolato sulle parti”.

Per quanto riguarda possibile scadenza del contratto d’affitto in essere per via Solferino, Cairo ha spiegato che “è valido fino al 2023 ed è rinnovabile per 6 anni”. “L’importante”, ha continuato, “è fare le cose a ragion veduta vedendo che ci sono tutti i presupposti per farle, che ci fosse squilibrio era evidente e abbiamo segnalato questa cosa l’8 marzo del 2018 “. “Il dato di fatto” ,ha concluso il presidente di Rcs MediaGroup, “è che il giudice americano ha sospeso la causa per dare la parola all’arbitrato, il collegio si è appena costituito il 15 aprile e farà tutte le sue valutazioni”.

Rispetto alle voci sulla vendita di Unidad Editorial, la controllata spagnola che edita tra l’altro El Mundo e Marca, Cairo ha dichiarato: “La Spagna è una componente importante, il Paese cresce più dell’Italia e c’è un’attività online molto forte” . “La Spagna è assolutamente strategica”, ha aggiunto, “ha fatto passi avanti importantissimi, e Unidad Editorial dal perdere i soldi è tornata in utile con un andamento interessante”. “Tre anni fa un grande gruppo mi chiese se vendevo il giornale – ha raccontato – e io risposi ‘non avete i soldi per comprarlo'”.

Quanto ai libri, dopo la cessione di Rcs Libri nel 2015, “oggi con Solferino, stiamo incrementando i titoli, nel 2018 ne avevamo più di 50 e nel 2019 saranno più di 120”. Quanto a possibili acquisizioni, Cairo ha detto: “oggi a noi manca un catalogo per l’attività libraria, che rappresenta una quota di fatturato importante, se ci saranno delle opportunità le guarderemo”. Alla domanda se Rcs punta alla Nave di Teseo, infine Cairo ha replicato: “non ne abbiamo mai parlato”.