Cairo, Elkann e Starace sul podio di Reputation Science ad aprile

Urbano Cairo, John Elkann e Francesco Starace. Questo il podio per aprile dell’Osservatorio permanente di Reputation Science, che ogni mese analizza l’andamento della Web Reputation dei manager.
L’editore e proprietario del Torino si conferma primo con un punteggio di 76,55, grazie ai risultati positiviì di Rcs, specie per quanto riguarda il digitale, dopo dieci anni di “cura Cairo” e alla crescita di ascolti di La7. Con 67,93 (+3,40) sale in seconda posizione John Elkann: il suo entusiasmo nel commentare i risultati positivi di Fca (“mai così forti”) ha avuto grande risalto online, coronato dal lancio di Fca Heritage Hub, il museo tridimensionale che racconta la storia del Gruppo. In terza posizione troviamo Francesco Starace con 65,93, che commenta le vendite raddoppiate di auto elettriche nel 2018.

La top10 nella classifica di aprile di Reputation Science

Giù dal podio, in quarta posizione Claudio Descalzi con 65,92, punteggio in crescita (+3,18) per il piano sulle rinnovabili e l’accordo tra Eni e Cnr per lo sviluppo sostenibile. Alberto Bombassei con 56,76, balza al quinto posto salendo di tre posizioni, grazie alle mire espansionistiche in Cina e al boom del titolo in borsa dopo aver dichiarato di essere pronto a scendere sotto il 50% nel caso di eventuali M&A. Stabile al sesto posto Marco Alverà, ceo di Snam, con 56,66 punti; a seguire Carlo Messina con 56,60 e Diego Della Valle con 55,36. Chiude la top 10 Remo Ruffini di Moncler con 53,72 punti.

In top15 si registrano due nuovi ingressi. Matteo Del Fante, che guadagna dieci posizioni e arriva al nono posto con 54,03 (+2,49), per aver centrato tutti i target, raddoppiato gli utili ed essere anche sbarcato nel calcio lanciando “la nazionale di Poste italiane” e Pietro Salini, che continua a incrementare una buona reputazione e con 52,90 (+1,30) punti arrivando dodicesimo, in risalita di 6 posizioni, grazie alla spinta internazionale, confermata dalla maxi-commessa in Australia, unita al forte radicamento in Italia dove il manager ha lanciato il polo nazionale delle infrastrutture.

Philippe Donnet, ad di Generali, guadagna una posizione e sale al tredicesimo posto con 52,87, grazie al superamento di tutti i target nel 2018.

Perdono posizioni: Giuseppe Bono, che scende di una ed è undicesimo con 53,03, Miuccia Prada, che ne perde due e arriva quattordicesima con 52,67, e Alberto Nagel che scende dall’undicesimo al quindicesimo con 52,48 punti.

Tra le crescite rilevanti registrate in Top 100 ci sono Ennio Doris (16°), che sale di tredici posizioni dopo l’acquisto di un milione di azioni di Mediobanca; Luigi Ferraris (24°), ad di Terna, che ne guadagna sette grazie a risultati e nuovo piano industriale, ma anche Elisabetta Ripa (36°), che sale di nove per le sue dichiarazioni sullo sviluppo della fibra che fa bene anche al Pil. Più tredici posizioni sia per Elisabetta Franchi (39°) che per Fabrizio Saccomani di Unicredit (48°), mentre Bob Kunze-Concewitz di Campari (49°), Gianluigi Vittorio Castelli (65°) di Ferrovie dello Stato e Alessandro Foti (69°) di FinecoBank guadagnano tutti dieci posizioni.

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