Salone del Libro, esposto da Regione e Città contro Altaforte. Levi (Aie): auspico partecipino tutti

Continuano le polemiche sulla partecipazione della casa editrice Altaforte alla 32esima edizione del Salone del Libro. Dopo le defezioni annunciate da scrittori ed editori sono arrivate le prese di posizione di Ricardo Franco Levi, presidente dell’associazione degli editori e degli organizzatori della manifestazione.
“Chi opera professionalmente nel mondo dei libri e, più in generale, chiunque ami i libri e la lettura ha nel proprio Dna, come principio fondante, la difesa della libertà di pensiero, di espressione e in particolare di edizione in tutte le sue forme”, ha detto Levi, ribadendo l’auspicio di Aie sulla “partecipazione di tutti al Salone”.

Ricardo Franco Levi (Foto ANSA/ ROBERTO RITONDALE)

“Il Salone del Libro di Torino è un luogo di scambio, di confronto, di condivisione, di festa. Coinvolge centinaia di migliaia di persone. È un esempio virtuoso per tutto il paese. Questa esperienza deve unirci, non dividerci”, hanno affermato invece gli organizzatori della buchmesse torinese, definita “una grande manifestazione popolare, un luogo che è diventato uno dei simboli della democrazia e della civile convivenza”.

“Questa esperienza deve unirci, non dividerci. Deve farlo in nome di un bene superiore, e deve invitarci a tirare fuori – nei toni, nelle prese di posizione – la nostra parte migliore – aggiungono gli organizzatori della manifestazione”.
“Le polemiche che si sono accese per la presenza di una casa editrice i cui animatori, in nome del fascismo, hanno rilasciato dichiarazioni che si commentano da sole, pongono un tema”, hanno rilevato, “al mondo dell’editoria, della cultura, della politica”. “È un tema che al Salone verrà affrontato in tanti incontri programmati da tempo. Il problema ovviamente non è la libertà d’espressione ma cosa si può muovere intorno a certe idee che non sono solo agli antipodi dell’impostazione culturale del Salone di quest’anno (non è mai stato un problema: il Salone accoglie tutte le opinioni) ma la cui messa in pratica turberebbe l’ordine democratico offendendo la Costituzione. Se il Salone è diventato l’occasione per affrontare questo tema, rilanciandolo oltre che al mondo della cultura a quello della politica, allora la cultura sarà davvero servita a qualcosa”, hanno scritto in conclusione.

Estranei alla polemica non sono rimaste la politica e le istituzioni. Dopo le dichiarazioni di esponenti politici della giunta Torinese, in primis la sindaca Appendino, Regione Piemonte e la Città di Torino hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica, affinché i magistrati possano valutare se sussistano i presupposti per il reato di apologia di fascismo alla luce delle dichiarazioni rilasciate da Francesco Polacchi, di Altaforte.
“Anche la forma più radicale dell’intolleranza va contrastata con le armi della democrazia e dello stato di diritto”, sostengono Città di Torino e Regione Piemonte, che nell’esposto invitano i magistrati anche a valutare se sussista la violazione “di quanto disposto dalla legge Mancino 305 del 1993”. L’articolo 4 di questa legge, in particolare, prevede che venga punito chi “pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

“Il Salone del Libro è un luogo di democrazia perché i libri sono idee. I toni si sono alzati troppo. Anche la difesa della libertà di espressione è un valore dell’antifascismo”. Queste le parole con cui si è espresso il ministro Mibac, Alberto Bonisoli. In merito alla notizia dell’esposto della città di Torino e della Regione Piemonte contro la società editrice Altaforte dopo le dichiarazioni dell’editore Polacchi, il ministro ha detto che “il quadro legislativo è chiaro e protegge la Repubblica dal fascismo. Se ci saranno reati sarà la magistratura a stabilirlo”.

Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli /Foto ANSA / CIRO FUSCO)

“È singolare – ha aggiunto Bonisoli – che io vada a Torino giovedì mattina anche per ricordare i 100 anni dalla nascita di Primo Levi, grande antifascista, e si parli solo di questa polemica. Io ho rispetto di chi non vuole andare al Salone, ma nella mia vita ho sempre tenuto la schiena dritta anche di fronte a chi aveva posizioni fasciste”.

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