Arte e impresa, una ricchezza italiana. Incontro alla Luiss fra direttori di musei (donne), mecenati e storici dell’arte

L’arte per l’Italia rappresenta non solo un valore culturale immenso, ma anche la possibilità di creare impresa e lavoro, è un modello di welfare. E proprio nell’anno delle celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci la Luiss ha dedicato all’arte il terzo incontro annuale ‘Appuntamenti con l’Ingegno’ dal titolo ‘Tutta l’arte è stata contemporanea’ e nei secoli ha portato a un successo italiano.

Nella splendida cornice dell’eclettica Villa Blanc, restaurata proprio dall’Università intitolata a Guido Carli (il cui parco è stato in parte restituito al pubblico romano nel 2018), si è svolta la tavola rotonda coordinata dalla vicepresidente della Luiss, Paola Severino. Storici dell’arte e direttori di musei hanno attraversato la storia dell’arte italiana, da quella romana a quella contemporanea, illustrando il felice connubio tra impresa e mecenatismo. Un “territorio” che, una volta tanto di questi tempi, vede molte donne in ruoli dirigenti svolti con spirito innovativo.

Se l’arte italiana raggiunge “vette ineguagliabili nel mondo”, Severino è convinta che “questo bene prezioso possa produrre risultati economici, risultati giuridici e introdurre modelli di business e anche modelli sociali”. Una spinta perché i giovani e gli studenti (presenti all’incontro) considerino “il museo non solo come qualcosa da visitare ma qualcosa che rappresenta una delle caratteristiche dell’economia italiana”. Un arricchimento nella formazione “ampia e interdisciplinare” in cui gli artisti sono “epistemologicamente liberi”, ha spiegato il rettore della Luiss, Andrea Prencipe, aprendo i lavori.

Luisa Todini

“L’arte comunica a tutte le generazioni del mondo”, per dirla con il genio “europeo”, così Luisa Todini, presidente del Comitato Leonardo che ha promosso l’iniziativa con l’università, ha definito il grande artista e scienziato italiano morto ad Amboise, che la Francia ora cerca di rivendicare. Con un invito da parte dell’imprenditrice a “votare per l’Europa e anche per Leonardo”.

I primi due incontri dell’Ingegno made in Italy negli anni scorsi sono stati dedicati alla moda e al cibo di qualità, nel prossimo si parlerà di design. Di mecenati in Italia “ce ne sono molti”, ha detto Todini, imprenditori che offrono contributi magari senza clamore, spesso “con la difficoltà di dare i soldi”: dall’impegno di Diego Della Valle per il Colosseo, con tutte le difficoltà burocratiche e i ricorsi che ne hanno accidentato il percorso, (il patron di Tod’s era assente perché impegnato a New York), all’impresa dei “Guzzini per l’illuminazione della Cappella Sistina, di Biagiotti Group per le opere di Balla – di cui ha illustrato le analogie con la luce “soffusa” di Leonardo la storica dell’arte Elena Gigli – e ancora Cucinelli con il restauro del borgo di Solomeo o Prada con la Fondazione a Milano e altri.

Ma il gusto del mecenatismo è anche nelle persone comuni, visto che “l’art bonus è stato usato da milioni di cittadini che aiutano la cultura ottenendo sgravi fiscali”, ha informato Antonio Lampis, direttore generale dei Musei del MiBac, illustrando come la cultura sia un bene pubblico: “Negli ultimi tre anni il numero dei visitatori di musei è cresciuto del 24 per cento (la metà pubblico italiano), con il 40% in più di incassi, nel solo 2018 un più 5%”; i soli musei statali (500 su 5000) producono l’1,6 del Pil, pari a 27 miliardi di euro che possono diventare 40, con 30mila posti di lavoro che possono diventare 200mila”, confida il direttore.

Non si tratta solo di impresa, bensì di cultura, all’insegna della molteplicità di linguaggi. La direttrice del Museo Nazionale Romano, Daniela Porro, ha rivitalizzato l’immenso polo archeologico ora autonomo (che comprende Le Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e la Crypta Balbi) anche con la commistione con opere di arte moderna. E la rottura degli steccati fra arte, architettura e design è la base dell’esperienza del Maxxi raccontata dalla presidente della Fondazione, Giovanna Melandri, che ha annunciato una collaborazione con la Triennale di Milano: il Maxxi, nato nel 2009, è un ente privato di diritto pubblico, e in questa piattaforma museale del contemporaneo “sono proprio le intuizioni degli artisti che danno le risposte ai temi di oggi, dalla crisi ambientale all’intelligenza artificiale che, ormai affianca gli artisti stessi”.

Da Dubai, Benedetta Torino, ceo Nsprd, costruisce un ponte per i contemporanei, come Marina Abramovic, dall’oriente e dal Golfo all’Europa. La Fondazione Casoli per dieci anni ha “invitato gli artisti a lavorare nelle aziende, sono dei lavoratori che producono cultura”, spiega il presidente Marcello Smarrelli, e, per dirla con Francesco Casoli, presidente del Gruppo Elica, l’arte aiuta a produrre profitto e lavoro, “ma lo facciamo perché ci conviene”, scherza.

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