Salone del libro: Cgil e Slc, non permettere a organizzazione ispirata al fascismo di stare in un luogo dedicato a libertà e democrazia

Le polemiche per la presenza ‎della casa editrice Altaforte, collegata a Casa Pound‎, al Salone del ‎Libro di Torino non si placano, anzi. Entrano in campo anche la Cgil e la Slc che chiedono in un comunicato che “non si permetta a un’organizzazione che si ispira al fascismo di essere in un luogo dedicato alla libertà e alla democrazia”.

Il logo della 32esima edizione del Salone del Libro (foto ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Cgil e Silc inoltre si augurano “che il Salone del libro, tanto più nel centenario della nascita di Primo Levi, compia un importante passo avanti e ponga nel proprio statuto e regolamento di selezione l’automatica esclusione di case editrici o di autori che si riferiscono ad ideologie che hanno lacerato il Paese e disconoscono la Costituzione”.

Francesco Polacchi, responsabile di Altaforte, intanto, utilizza il momento di notorietà per far sapere chi è. Parlando con La Zanzara su Radio24 ‎racconta di “essere il coordinatore regionale della Lombardia di Casa Pound ” e di “essere fascista”. E non contento insiste con le provocazioni, dichiarando che “l’antifascismo e il vero male di questo Paese” e tessendo poi le lodi di Mussolini ‎ “il miglior statista italiano”.

Leggi anche: Salone del Libro, esposto da Regione e Città contro Altaforte. Levi (Aie): auspico partecipino tutti

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