Salone del libro, Lagioia: non potevamo vietare uno stand già venduto, è illegale

“Se tornassi indietro accadrebbe la stessa cosa. Le domande di partecipazione non arrivano a me, arrivano al commerciale e noi non abbiamo un controllo, anche se siamo in dialogo costante. È vero che questa casa editrice è nata da poco e anche il commerciale non aveva idea di che cosa fosse, quindi non hanno neanche pensato di avvisarci. Una volta che lo spazio viene venduto, ci hanno detto, sarebbe illegale rifiutarli”, spiega intervistato dalla Stampa il direttore del Salone del Libro di Torino, Nicola Lagioia, dopo le polemiche per la presenza della casa editrice Altaforte.

Nicola Lagioia (Foto Ansa/Alessandro Di Marco)

“Quando hanno annunciato che avrebbero presentato il libro su Salvini li abbiamo smentiti e si è innescata la polemica – dice – Il problema non è la libera circolazione delle idee, noi accogliamo tutte le opinioni. Il problema è se intorno a questa casa editrice si muove qualcosa che va contro la Costituzione, se intorno c’è apologia del fascismo”.

“Dopo le ultime dichiarazioni di questo editore – continua – ci siamo allarmati: se l’allarme non fosse stato giustificato non saremmo arrivati all’esposto”.

Lagioia ricorda che “Salvini ha pubblicato con Rizzoli quando non era al centro delle scene e oggi pubblica con Altaforte. Anche questo è un segnale di cambiamento, una scelta di vicinanza. Per me sarebbe difficile vedere un libro che parla di me edito da una casa editrice che non ha nulla a che fare con me, quindi il segnale dato da Salvini significa per lo meno vicinanza a quella casa editrice”.

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