Trasformazione digitale e modern marketing al centro dell’attività consulenziale di GroupM

La trasformazione digitale  delle aziende è un processo inevitabile  che coinvolge – o coinvolgerà – qualsiasi settore. Perchè stiamo vivendo l’era dell’economia dell’esperienza, dove la percezione del valore attorno a un prodotto è superiore a quella del prodotto stesso. In poche parole saremo sempre più disposti a spendere qualcosa in più pur di assicurarci un corollario di servizi che ci fanno stare bene, che ci rassicurano o semplicemente ci semplificano la vita. “Netflix  e Amazon Prime sono tipici esempi di servizi che si scelgono perchè garantiscono un’esperienza positiva a cui non si è disposti a rinunciare anche a fronte di offerte più economiche”, spiega Stefano Vasari di Oracle che precisa: “Una delle sfide più difficili del modern marketing è quella di saper coniugare efficacia ed esigenze di protezione dei dati e di privacy: basti pensare che, per effetto del GDPR, si stima che la quantità di dati disponibile nelle data management platform sia diminuita del 66%.”.

Massimo Beduschi

Il corollario di servizi che crea valore attorno al prodotto è indissolubilmente collegato  alla digitalizzazione dei processi  che ne garantiscono l’erogazione e lo sviluppo.  E’ il ‘modern marketing’, l’insieme di attività di marketing che costruisce l’esperienza che lega cliente al prodotto. E che trasforma ogni realtà economica e industriale in un media. Com’è accaduto con l’Inter da quando il gruppo cinese Suning ne ha acquisto la proprietà. “Il nostro obiettivo è trasformare una squadra di calcio in una media company”, conferma Roberto Manzani, head of content and media platform di Fc Internazionale.

 

Stefano Varasi

Roberto Monzani

La trasformazione digitale deve essere affrontata il prima possibile se si vuole  sfruttare un bel vantaggio competitivo.  Come ha spiegato Massimo Beduschi, chairman e ceo di GroupM e coo di Wpp in apertura dell’evento ‘Digital Transformation: Surfing the Hype’. “In un mercato digitale e tecnologico, che cambia con estrema velocità, è inevitabile evolvere.  In quest’epoca il vantaggio competitivo passa non solo attraverso la disponibilità di una grande quantità di dati, ma soprattutto dal loro utilizzo consapevole, in maniera intelligente, strategica e integrata”. Utilizzo su cui GroupM si sta focalizzando essendo diventata una società di consulenza: “stiamo diventando  sempre più business partner nell’aiutare i nostri clienti ad affrontare e interpretare al meglio le sfide che la industry impone, per semplificare e integrare i processi interni alle aziende e soprattutto per garantire sempre la migliore tra le ormai infinite soluzioni di comunicazione.”.

Nel processo di digital transformation in Italia, come quasi sempre, siamo indietro rispetto al resto d’Europa  ma possiamo consolarci col fatto che chi è in cima alla classifica, la Danimarca, ha finora digitalizzato ‘solo’ il 40% delle sue aziende.  Oltre al fatto, non trascurabile,  che il nostro tessuto  economico è composto prevalentemente di piccole e medie, dimensioni che non favoriscono questi processi.

Le stime evidenziano come lo spending globale su tecnologie e servizi in grado di abilitare la digital transformation raggiungerà i 2 mila miliardi di dollari entro il 2022 (fonte IDC), con un tasso annuo di crescita composto del 16,7% tra il 2017 e 2022. Anche in Italia gli investimenti per l’innovazione digitale crescono, ma la situazione non mostra ancora purtroppo scenari evoluti. Secondo l’ultimo Digital Economy and Society Index (DESI), l’indicatore della Commissione Europea che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, il bel Paese resta infatti al quart’ultimo posto in Europa, con gap evidenti soprattutto nelle competenze digitali e nell’uso di internet.

“È necessario tuttavia guardare verso il futuro con ottimismo. Il sistema Paese sta scontando il ritardo accumulato negli ultimi anni a causa di mancati investimenti in innovazione digitale, ma oggi l’Italia ha decisamente cambiato passo: buoni risultati in questo ambito sono già stati raggiunti dalle grandi imprese e il nostro Paese è all’avanguardia nello sviluppo di alcune tecnologie, come il 5G, che saranno uno straordinario abilitatore della digital transformation.” continua Beduschi.

 

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