Salone del Libro: smontato lo stand di Altaforte. Rescisso il contratto su richiesta di Regione e Comune

Tra le polemiche e le tensioni si apre oggi la 32esima edizione del Salone del Libro di Torino. Ad infiammare la vigilia le proteste per la presenza dello stand della casa editrice AltaForte, considerata vicina a CasaPound, che aveva portato alla decisione di non prendere parte alla buchmesseda parte di alcuni scrittori e ospiti.
Ovvie le ripercussioni politiche, con le prese di posizioni da parte di Regione Piemonte e Comune di Torino, che prima hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica con l’accusa di apologia di fascismo a Francesco Polacchi, editore di AltaForte, per alcune sue dichiarazioni e nella serata di ieri, come soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto agli organizzatori della manifestazione di rescindere il contratto con l’editrice, il cui stand è stato smontato.

Il logo della 32esima edizione del Salone del Libro (foto ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

“E’ necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione”, hanno affermato in una nota le due istituzioni, che nel motivare la richiesta hanno ricordato che la situazione creatasi “rende impossibile lo svolgimento della prevista lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti”. Per Sergio Chiamparino e Chiara Appendino, rispettivamente governatore regionale e sindaco della città, si tratta di una scelta politica. “Pensiamo che il Salone del Libro debba mandare messaggi coerenti con la sua storia, che è quella della Città di Torino e della Regione Piemonte”, ha detto Chiamparino. “Ci è stato chiesto di fare una scelta di campo, perché non era possibile far convivere due mondi tanto distanti tra loro. E noi abbiamo deciso di tutelare la nostra storia. E’ una scelta di campo”, ha chiosato Appendino.

“Come organizzatori non possiamo che adeguarci”,  il commento dell’associazione ‘Torino. La città del libro’, che si è aggiudicata il marchio del Salone e si è occupata dall’organizzazione.

Polacchi dal canto suo ha annunciato l’intenzione dell’editrice di fare causa per la rescissione del contratto, confermando anche la presentazione del libro su Matteo Salvini, in programma sabato.

In linea con le posizioni di Chiamparino e Appendino il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, che ha inaugurato la manifestazione. “Sono assolutamente d’accordo con le scelte fatte perché quando si fa politica si tratta anche di scegliere. Sono state dette delle cose gravi, di cui non si può far finta di nulla. E bisogna prendere delle posizioni”, ha ribadito.

Di tenore opposto la posizione di Matteo Salvini, che durante un comizio a Pesaro ha detto: “siamo nel 2019 alla censura dei libri in base alle idee, al rogo dei libri che non ha mai portato fortuna in passato”. “La minoranza di sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può fare musica, chi può fare teatro, chi può pubblicare libri. Alle idee si risponde con altre idee, non con la censura”, ha aggiunto. “Alla faccia dei compagni e dei democratici, che decidono chi può andare al Salone del Libro e chi non ha diritto ad andarci”.

 

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