Conte: grazie ai dati la politica può anticipare i bisogni; la Piattaforma Nazionale digitale dei Dati va in questa direzione

“Una politica basata sui dati (data-driven) può supportare il processo decisionale, tradizionalmente basato sull’esperienza empirica e su protocolli consolidati, trasformandolo da reattivo a proattivo: l’azione del governo diventa così ‘informata’ e guidata da processi basati sull’evidenza dei dati, anticipando i bisogni e i trends nel tessuto sociale”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte, nel suo intervento alla quarta edizione del ‘Data Driven Innovation’, la più grande conferenza italiana sul mondo dei dati e dell’innovazione organizzata dal Dipartimento di Ingegneria di Roma 3.
“Questo cambiamento – sostiene il premier – può produrre significativi impatti sui cittadini, sulle imprese, sulla pubblica amministrazione, poiché è orientato a una maggiore inclusività nel processo decisionale e nella fornitura dei servizi, a una più intensa produttività e, soprattutto, perché contribuisce a rinnovare e rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Nel settore pubblico sarebbe decisiva – allo scopo di incidere efficacemente sulla natura dei processi decisionali – anche l’implementazione di quello che potremmo definire un ‘continuo apprendimento’, un ‘monitoraggio intelligente’ di tutte le fasi del processo della produzione dei dati”.

“Per dare valore ai dati, così indispensabili per le attività e i servizi digitali delle pubbliche amministrazioni, la condizione indispensabile è rappresentata dalla tecnologia digitale”. Prosegue Conte: “L’ottimizzazione del patrimonio dei dati pubblici si può realizzare – sostiene il premier – solo se vengono utilizzate soluzioni tecnologiche che permettano di trasformare i dati grezzi in informazioni (stabilendo relazioni) e in conoscenza (comprensione delle relazioni). Vanno dunque implementate adeguate soluzioni tecnologiche che garantiscano la scoperta (i dati devono essere trovati), la condivisione (i dati devono essere resi disponibili all’interno delle istituzioni) e l’usabilità (i dati devono poter essere processati e trattati).
Il progetto della Piattaforma Nazionale digitale dei Dati va proprio in questa direzione. È dunque necessario elaborare un’organica e comprensiva strategia e un solido modello di gestione che non solo copra l’intera catena del valore del dato, ma assicuri anche lo sviluppo di una infrastruttura pubblica, affinché i dati possano diventare la base del processo decisionale, strategico e operativo di tutti i livelli di governo. La Piattaforma – aggiunge Conte – è un primo concreto passo, ma occorre verificarne in tempi congrui l’attuazione e misurare i risultati per valutare se siano necessari ulteriori interventi”

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