FS, nel piano 2019-2023 spese per 58 miliardi. L’ad Battisti: rilevanti investimenti nella comunicazione

“Credo che una delle aree di debolezza sia la comunicazione, infatti non siamo abili a rappresentare tutto il grande valore del gruppo. Faremo quindi anche rilevanti investimenti in questo settore per raccontare il perimetro di ben 70 attività con 61 società, mentre fino ad ora sono prevalse le notizie sui treni dei pendolari”. Lo ha annunciato l’amministratore delegato e direttore generale, Gianfranco Battisti, nel corso della conferenza stampa, a margine della presentazione del Piano industriale 2019-2023 del Gruppo FS Italiane, alla quale è intervenuto per la prima volta il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha riconosciuto il ruolo centrale nello sviluppo del Paese.

Nella foto, da sinistra il presidente Castelli e l’ad Battisti

“Non sappiamo raccontare – ha aggiunto Battisti – i punti di eccellenza fra i quali per esempio il progetto Italfer per il ponte di Genova, il fatto che nel sistema di sicurezza sulla rete siamo all’avanguardia in Europa, che siamo un benchmark internazionale con Frecciarossa per la qualità dei servizi. Dobbiamo comunicare in maniera più forte le nostre eccellenze e la nostra sensibilità verso la sostenibilità e l’ambiente, tanto in Italia che all’estero”.

Un indirizzo della comunicazione del resto in sintonia con la presentazione del Piano, dove sia il presidente Gianluigi Castelli che l’ad Battisti, hanno “volato alto”, accompagnando gli elementi del core business del gruppo a collegamenti con la mission storica, all’attenzione ai bisogni della collettività, al turismo e alle frontiere dell’oggi, costituite dalla tecnologia e dalla compatibilità con i cambiamenti climatici, nei quali le emissioni dovute alla mobilità hanno un peso rilevante.

Nella foto, il premier Giuseppe Conte con i vertici del gruppo Fs

Con un impegno record di investimenti con punte di 13 miliardi l’anno per cinque anni, che creeranno un indotto per 120.000 posti di lavoro l’anno, oltre al miglioramento dei collegamenti soprattutto quelli che interessano i pendolari e i nuovi servizi Alta Velocita, come Napoli-Bari, l’obbiettivo è infatti quello di trasformare la mobilità collettiva, con un forte salto di qualità e personalizzazione dell’offerta, capace di portare 90 milioni di passeggeri in più e di conseguenza – viene sottolineato – meno 600 milioni di CO2 e 400 mila auto in meno più sulle strade.

Altro importante contributo in termini di sostenibilità sono gli interventi infrastrutturali di rigenerazione urbanistica con alberghi, housing sociali e residenziale soprattutto per giovani, nonché aree verdi, che interessano Roma (Tiburtina), Milano ( su 1,3 milioni di mq), Firenze (600 mila) e Bologna. Senza contare lo sviluppo di una struttura sempre più coordinata fra stazioni, porti e aeroporti sia a favore del commercio che del turismo.
Su questo fronte la sfida, finora mancata da molti, è di coinvolgere nell’interesse dei turisti, migliorandone l’accessibilità, molte altre città storiche, oltre Roma, Firenze, Venezia e Milano che raccolgono quasi tutto il flusso.
Al di là degli obiettivi strategici, il primo risultato concreto del Piano sarà l’accelerazione di 1600 cantieri RFI e Anas ( la società che gestisce le strade statali completamente integrata nel gruppo Ferrovie) per 3,7 miliardi nel triennio e gli investimenti nel sud. In particolare 16 miliardi di progetti stradali riguardano la A2 Autostrada del Mediterraneo , la Strada Statale jonica e A19 Palermo-Catania.

Dopo le strade dell’ Anas alle Ferrovie toccherà presto gestire anche l’ Alitalia. Come è stato precisato in conferenza stampa, non l’Alitalia non rientra per ora nel Piano, che verrà comunque aggiornato una volta definito l’ingresso nella compagnia aerea per il quale c’è una proroga al 15 giugno.

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