La Repubblica cambia anche online. Verdelli: non si chiamerà più repubblica.it, siamo un sistema informativo

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Il 14 maggio Repubblica si presenterà in edicola in veste rinnovata. Ma oltre al quotidiano cartaceo, sono in programma delle novità anche per il sito del giornale, a cominciare dal nome. Il portale infatti non si chiamerà più repubblica.it. Ad annunciarlo dal salone del Libro di Torino è stato lo stesso direttore Carlo Verdelli, alla guida del quotidiano Gedi dallo scorso febbraio.

“Abbiamo deciso di cambiare il suo nome per ribadire che Repubblica è un sistema informativo, un modo preciso di credere nel giornalismo, di fare informazione”, ha spiegato Verdelli ribadendo che i cambiamenti saranno graduali, “piano piano, per non stordire i lettori”.

“Vogliamo facilitare e promuovere la lettura dei nostri articoli – ha aggiunto -. Un obiettivo importante in un momento in cui l’informazione sta cambiando tantissimo e i giornali sono in crisi. Noi crediamo in un’informazione libera e di qualità, stiamo lavorando per ribadirlo e raggiungere il più alto numero di persone”.

Carlo Verdelli (foto ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

Tra le novità annunciate anche un leggero ingrandimento del corpo del carattere, sul cartaceo, per facilitare la lettura, soprattutto degli anziani. I sette supplementi saranno indipendenti dal giornale, anche se venduti insieme. Tutti gratuiti fino a venerdì, il sabato con l’abbinamento a Robinson (che passa a 48 pagine) e D il prezzo sarà di 2,50 euro, come anche la domenica, quando in aggiunta ci sarà L’ Espresso.

“E’ un giornale che ha sempre tenuto la voce alta, che ha sempre ‘gridato’ e questo è sempre stato un suo pregio e un suo difetto. Basta pensare a Giorgio Bocca, un grande giornalista ma divisivo. C’è chi lo amava e chi lo detestava, non abbiamo mai avuto paura del contraddittorio. Non l’avremo”, ha concluso.