‘Mind the gap’. Il Messaggero lancia una campagna per la parità di genere nelle aziende

Una campagna per ridurre il divario professionale tra uomini e donne: ‘Mind the gap‘, lanciata dal Messaggero sia sul sito che sul giornale, vuole porre l’attenzione sui limiti che continuano a escludere le donne dai ruoli dirigenti, con differenze anche nel trattamento economico.
Un gender gap tutto da superare e la parola chiave è: autostima.

Pensata e promossa da Azzurra Caltagirone, amministratore delegato de Il Messaggero, l’iniziativa ‘Mind the Gap: donne e autostima’, è stata presentata lunedì 13 a Villa Blanc, presso la Business School della Luiss insieme al direttore del quotidiano romano, Virman Cusenza, in un primo incontro coordinato dalla giornalista Maria Latella, ospiti varie manager di società internazionali, salutate dalla vicepresidente dell’università Luiss Guido Carli, Paola Severino, con letture della brava attrice Anna Foglietta.

Virman Cusenza, Maria Latella e Azzurra Caltagirone (Foto Gabrielli/Ag.Toiati)

Ci sono le donne che ce l’hanno fatta, grazie al coraggio di rischiare, alle competenze o alla consapevolezza del proprio valore, ma il “soffitto di cristallo” è ancora intero, seppure sia incrinato, e vede la differenza di trattamento economico (gender pay gap): le donne guadagnano circa il 12% in meno fra impiegati, il 14% fra i dirigenti. Come presenza femminile nei ruoli apicali soltanto al 17%, ma in settori maschili come la finanza cala al 15%. Come ‘chief’ il gap aumenta: nei ruoli standard il 17% di donne, scende all’11% nei ruoli di business; nella finanza l’11% come standard e Zero assoluto nel business. Va un po’ meglio nel board, nei Cda, grazie alla legge sulle quote di genere.
Nel settore finanziario la presenza delle donne è al 48%, ma il divario sale insieme alla gerarchia e le donne scendono al 32%.

Se il soffitto è di cristallo, a inchiodare le donne nella carriera è anche lo “sticky floor”, il pavimento su cui restano appiccicate le ambizioni, le aspirazioni e il potere stesso delle donne che non se lo concedono (e ormai quasi nessuna è più una “uoma”). Il punto di partenza per staccarsi è l’autostima e per consolidarla l’ingrediente comune è la competenza, sottolinea da Maurizia Villa, managing director di Kornn Ferry, che invita le donne a rischiare e a smontare con ironia la competizione maschile. L’importante è anche “conoscersi”, essere consapevole delle proprie capacità e dei limiti, secondo Anna Zanardi, International Board Advisor, senior advisor per CEO e C-Level Team; mentre Sabina Belli, ceo di Pomellato e autrice del libro ‘D come donna, C come CEO’, invita a pensare in grande con coraggio e a “giocarsi l’eccellenza
che ognuna di noi ha in sé”.

Infine Vittorio Colao, ex ceo di Vodafone, che ha incrementato e promosso la presenza di donne “perché è giusto” e si basa sul merito. Ma è stato anche attento al linguaggio, a “non usare frasi antagoniste” che aizzino gli uomini nella competizione, racconta. Così come il direttore Cusenza ha promesso ad Azzurra Caltagirone che nelle riunioni di redazione “si abbatterà del 20% il turpiloquio”.

L’iniziativa, organizzata dal Messaggero con il supporto delle Generali, andrà avanti con gli incontri e sarà un segno distintivo del quotidiano del gruppo Caltagirone editore.

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