Europee, diffida da Agcom al Tg2: violate norme di par condicio. Sangiuliano: mi atterrò alle disposizioni, ma valuto ricorso con l’azienda

Una diffida al Tg2 per violazione delle norme della par condicio in vista delle Europee, in particolare “in taluni contenuti inseriti nel notiziario andato in onda nel notiziario di prima serata di venerdì 17 maggio”. Lo ha deciso il Consiglio dell’Agcom, sottolineando che i servizi in questione, “in ragione della natura incompleta, parziale e non obiettiva delle informazioni riportate” rischiano di “determinare, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o di svantaggio, per determinate forze politiche”.

Nelle foto (Ansa), da sinistra: Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom, e Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2

“Nella riunione del 20 maggio, si legge nella nota dell’Autorità, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla luce delle contestazioni avviate giovedì 16 alla testata TG2 relative ai notiziari dei giorni precedenti, ha continuato la propria valutazione nell’ambito del monitoraggio d’ufficio sulla normativa in materia di pluralismo e di par condicio in campagna elettorale. In particolare l’Autorità ha rinvenuto in taluni contenuti inseriti nel notiziario andato in onda in prima serata nella giornata di venerdì 17 – peraltro riproposti nella puntata di Tg2Post dello stesso giorno – manifeste violazioni dell’art. 4, comma 2, delle disposizioni approvate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, nonché dell’art. 7, comma 2, della Delibera 94/19/CONS”.
“In particolare, i servizi in questione, si spiega, in ragione della natura incompleta, parziale e non obiettiva delle informazioni riportate – anche per l’omissione di parti significative di dichiarazioni di terzi e la conseguente distorsione del messaggio generale – rischiano di ‘determinare, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o di svantaggio, per determinate forze politiche’ che la normativa citata vieta espressamente all’interno dei notiziari”.

 

“Nel provvedimento di diffida, l’Autorità ha peraltro rilevato come la ripetizione dei medesimi contenuti incompleti, parziali e non obiettivi, riferiti a dichiarazioni di terzi, anche nella trasmissione TG2 Post e le controdeduzioni di Rai alle contestazioni, che si spingono a qualificare come ‘ingerenza’ l’intervento istituzionale dell’Autorità, confermino la natura non occasionale ma reiterata delle violazioni”.

L’Acgom “rilevando che, nel periodo di par condicio, la libertà editoriale dell’emittente nei propri notiziari non contempla l’incompletezza, la parzialità e la non obiettività dell’informazione, specie quando riferita a dichiarazioni di terzi, ha diffidato il Tg2 dal continuare, nella confusione tra cronaca e commento, a proporre visioni parziali relative alle tematiche delle prossime elezioni europee che rischiano di generare e determinare, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o di svantaggio, per determinate forze politiche. Analoga diffida è stata rivolta alla trasmissione Tg2 Post”.

Nella stessa riunione, l’Autorità ha deciso di procedere ad una valutazione complessiva del rispetto dei principi sanciti a tutela del pluralismo e della par condicio come declinati nella legge 22 febbraio 2000, n. 28 e nel relativo Regolamento attuativo dell’intero ciclo della trasmissione Quarta Repubblica su Rete4 nel periodo elettorale. La trasmissione è già stata oggetto di contestazioni specifiche, in relazione alla formulazione di un format che ha costantemente dedicato la parte finale di ogni puntata su elementi di cronaca che, ancorché dibattuti tra soggetti portatori di punti di vista diversi, appaiono esser stati tutti sistematicamente costruiti attorno alla figura di un medesimo leader politico. Su loro richiesta, si precisa che i commissari Martusciello e Posteraro risultavano assenti alla riunione di Consiglio”.

Nella riunione, infine, “il Consiglio dell’Autorità ha rivolto ordini a tutte le emittenti affinché diano spazio nei programmi di informazione alle forze politiche minori, con particolare riguardo alle liste nuove presentate nella seconda fase della campagna elettorale”.

Il commento del direttore del Tg2, Sangiuliano – “Mi atterrò alle disposizioni dell’Agcom: di qui al momento delle elezioni al Tg2 non faremo più editoriali e tenteremo laddove possibile un riequilibrio”, ha detto all’Ansa,  Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, a proposito del provvedimento. “Ritengo però che l’Agcom non abbia la competenza per ingerire nel contenuto dei servizi”, ha aggiunto, concludendo:  “valuteremo con l’azienda se proporre ricorso alla magistratura amministrativa”.

Nel mirino dell’Autorità, a quanto rileva l’agenzia Ansa, sono finiti alcuni editoriali, in particolare un servizio in cui si dava conto di affermazioni dell’ex premier Mario Monti sui rischi di nuovi conflitti in caso di vittoria di sovranisti alle elezioni europee del 26 maggio. Nella memoria difensiva consegnata dalla Rai all’Autorità, si sottolineava “la rilevanza giornalistica” di tale presa di posizione, “non solo rispetto al risalto che (certo, in chiave polemica) Libero e Il Tempo avevano riservato alle dichiarazioni del senatore Monti, ma rispetto anche all’importanza che a quell’intervento aveva annesso lo stesso senatore pubblicandone il contenuto sul Corriere della Sera” e che ha costituito lo spunto del servizio del Tg2. “Sostenere che esista uno scenario di guerra in Europa non è cosa da poco. Ancor più preoccupante – si faceva notare – se l’analisi viene da un osservatore qualificato e ponderato come l’ex commissario europeo Mario Monti”. In sintesi, “sottolineare l’ampiezza dell’allarme per le sorti della convivenza pacifica in Europa, sembrava doveroso e – verrebbe da aggiungere – dovrebbe essere considerato titolo di merito, e non di critica, per il servizio pubblico l’averlo fatto. La drammatizzazione dell’attuale situazione europea non pare frutto di forzatura giornalistica”. Quanto alla necessità di proporre altre visioni per garantire il pluralismo, “il servizio affrontava la questione a maglie talmente larghe e non in chiave partitica (nessuna formazione politica è stata menzionata) che neanche un programma in prima serata risulterebbe esaustivo”.

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