Radio Radicale, Crimi: posizione del governo non cambia. Fnsi: stop emendamento colpo alla Costituzione

“La mia posizione non è mai cambiata, se ci fossero state novità lo avrei annunciato. Questa è la posizione del governo e così rimane”. Lo ha detto il sottosegretario con delega all’editoria, Vito Crimi, rispondendo ai cronisti in Senato che gli chiedevano della fine della convenzione di Radio Radicale, per la quale alla Camera le opposizioni, e anche la Lega, hanno chiesto una proroga con emendamenti al decreto Crescita al momento stoppati per inammissibilità.

Nella foto Vito Crimi (foto Ansa), con il logo di Radio Radicale

Ieri, il direttore dell’emittente, Alessio Falconio, aveva ribadito come senza rinnovo della convenzione Radio Radicale andrà avanti finché avrà ossigeno “nella speranza di una proroga”. “L’ad, ha precisato, ha già fatto sapere che senza rinnovo verranno pagati gli stipendi di maggio e non quelli di giugno. Il problema è che non ci saranno neanche le risorse per sostenere i costi di produzione, a partire dall’accensione degli impianti”.

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Accanto all’emittente si è schierata nuovamente la Fnsi. “Dopo l’ondata di solidarietà, espressa anche da parlamentari della maggioranza, contro l’oscuramento di Radio Radicale e i tagli ai fondi per l’editoria, puntualmente è arrivata la bocciatura di ogni emendamento”, hanno affermato in una nota i vertici della federazione della Stampa, Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti. “Ci auguriamo che, entro questa sera, la decisione sia modificata e siano accolte le osservazioni formulate da diversi gruppi parlamentari. Altrimenti, hanno ribadito il segretario e il presidente Fnsi, non resterà che la via della lotta contro questo vero e proprio colpo di mano contro l’articolo 21 della Costituzione”.

Il commento del Cdr di Radio Radicale – Prendiamo atto che in Parlamento sembra prevalere la volontà di spegnere Radio Radicale e di cancellare un servizio pubblico che dura da 43 anni buttando in strada oltre 100 persone che senza fatti nuovi perderanno il loro lavoro.
Speriamo che in Aula le cose possano cambiare ma chi sta tentando di cancellarci può stare sicuro che non lasceremo nulla di intentato e andremo fino in fondo per difendere il nostro lavoro e la nostra storia.
Ringraziamo Roberto Giachetti per la sua generosa iniziativa nonviolenta e gli chiediamo di sospendere almeno lo sciopero totale della sete per riorganizzare insieme la lotta per la vita di Radio Radicale.
Non resteremo inermi e in silenzio di fronte ad un atto che non ha altra giustificazione se non quella di colpire un’esperienza unica come Radio Radicale nel quadro dell’attacco più generale in corso contro l’informazione democratica nel nostro Paese.

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