Tre donne e sei uomini per la nuova Rai. Chi sono i manager scelti dall’ad Salini per i vertici della Corporate

Forse sfruttando a suo vantaggio la distrazione per la belligeranza preelettorale dei due partner di governo Di Maio e Salvini, Fabrizio Salini, ad della Rai, ha varato le tanto agognate nomine dei direttori della Corporate. Scelte professionali che in larga misura premiano la tecnostruttura Rai.

Chi sono i nuovi direttori? Rispetto alle previsioni ci sono molte conferme e alcune sorprese. Nomina molto importante, e già indicata da Prima, è quella di Pietro Gaffuri al trasformation office. Salini lo ha tirato fuori dalla naftalina dell’incarico al ‘bilancio sociale’ dove Gaffuri, era stato relegato dopo essere stato per anni alla guida del digitale a Rai Net, per un breve periodo alla direzione del Centro Rai di Milano, e prima ancora importante capo della riorganizzazione divisionale voluta dall’allora direttore generale Pierluigi Celli. Finalmente Gaffuri potrà tornare a giocare le sue competenze – che non si capisce per quali motivi siano state trascurate per anni, non appartenendo, tra l’altro a parrocchie politiche – per mettere in atto tutte le azioni necessarie ad attuare la riorganizzazione per Generi con cui Salini vuole cambiare la Rai.

Nel collage, sopra, da sinistra Pietro Gaffuri (foto Ansa) e Felice Ventura (foto Rai); sotto Andrea Montanari (foto Ansa) e Alessandro Zucca (foto Ansa)

Confermata anche l’altra nomina chiave di Felice Ventura alle Risorse umane e organizzazione. Ventura che lascia la direzione Acquisti è uno stimato avvocato di centro destra.

Confermata anche la previsione che voleva Andrea Montanari, ex direttore del Tg1 e di Radio 1, area centrosinistra, alla direzione dell abbandonato Ufficio studi. Certo non è un lavoro ‘sexy’ per un giornalista con il turbo come Montanari, che però sarà utile a riportare la Rai a pensare sul suo futuro e sul sistema della comunicazione anche in un ambito sociale.

Alla direzione Infrastrutture immobiliari e Sedi locali sale Alessandro Zucca, vicino al centro destra, che dirigeva gli Immobili e le Sedi regionali, da cui l’allora direttore Luigi Gubitosi lo aveva spostato nominandolo vicedirettore di Rai Sport per la parte non giornalistica.

Dare spazio anche alle donne e’ stata la scelta di Salini nel decidere la squadra dei direttori di prima linea che riportano direttamente al direttore generale Alberto Matassino. Una novità assoluta alla Rai. E cosi entrano in scena in ruoli apicali tre manager dai curricula qualificati. Elena Capparelli, già vicedirettore di Stefano Coletta a Raitre, va e alla direzione Area Digital da cui dipende Rai Play. Capparelli che nasce programmista regista di Renato Parascandolo, forte rapporto con la direttrice di Rai Cultura Silvia Calandrelli, nel 2000 viene assunta a RaiNet ed è qui che matura una buona conoscenza del web fino a diventare responsabile dell’area editoriale lasciandola qualche anno fa per assumere la vicedirezione prima di Rai Cultura e poi di Raitre.

Nel collage (da sinistra): Elena Capparelli (foto Ansa); Monica Caccavelli (Foto Rai) e Simona Martorelli (foto Lapresse)

Monica Caccavelli va a capo della direzione Acquisti. Entrata in Rai in epoca Gubitosi, è avvocato degli Affari legali responsabile della Consulenza contrattuale e data in corsa in passato per la direzione.

Simona Martorelli, da vicedirettore e storica figura del settore diventa direttore delle Relazioni Internazionali.

Nella riorganizzazione dell’area della comunicazione Marcello Giannotti, portavoce di Salini e giornalista con un passato all’Adnkronos e a Mn, assume la direzione della Comunicazione. Gli cede il testimone Giovanni Parapini che si è sfilato per tempo in attesa di capire cosa gli prospetta il futuro.

Nel collage, da sinistra Marcello Giannotti e Stefano Luppi (foto Ansa)

La vera sorpresa c’è stata alle Relazioni istituzionali dove il presidente Foa, si dice, fosse lo sponsor di Fabrizio Ferragni, in carica da pochi mesi, e invece Salini, vista la delicatezza dell’incarico, ha deciso di nominare il suo vice Stefano Luppi che lavora da sempre alle Relazioni Istituzionali, ha buone relazioni con la politica e i politici, conosce a menadito le normative della Rai, cura da sempre le convenzioni e il contratto di servizio e da vicedirettore aveva la delega ai Rapporti con la Vigilanza.

Un cenno merita la direzione Produzione, una casella molto sensibile destinata ad acquisire maggiore peso nella Rai di Salini. Alla Produzione da cui dipendono i quattro Centri di Produzione, tutti gli studi e un esercito di lavoratori e tecnici, resta in sella l’attuale direttore Roberto Cecatto. Una scelta con cui Salini ha potuto bypassare l’arrivo di Massimo Ferrario, l’ex direttore leghista di Raidue molto sponsorizzato dalla Lega, ma considerato inadeguato per un lavoro del genere, che è una posizione straordinaria per fare politica locale e clientelare.

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