Assange: 17 nuovi capi di accusa dagli Usa. Il suo avvocato: minaccia contro tutti i giornalisti

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Julian Assange è stato incriminato negli Stati Uniti. Nei confronti del fondatore di Wikileaks sono stati presentati 17 capi d’accusa sulla base dell’Espionage Act per avere cospirato per ottenere informazioni classificate pubblicando nel 2010 documenti diplomatici e militari top secret. “Assange, Wikileaks e Manning hanno condiviso l’obiettivo comune di sovvertire le restrizioni di legge sulle informazioni riservate”, si legge nei documenti d’accusa depositati. “Le azioni di Assange hanno messo seriamente a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e portato benefici ai nostri avversari”, ha affermato il Dipartimento di Giustizia, secondo cui la decisione di pubblicare i nomi di cittadini afgani e iracheni, giornalisti e leader religiosi che fornivano informazioni alle forze americane ha esposto queste persone “a gravi e imminenti rischi”.

Julian Assange (Foto ANSA/AP Photo/Kirsty Wigglesworth, File) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]
Le nuove accuse rappresentano una clamorosa svolta che va ben al di là del suo caso e rischiano di aprire un nuovo dibattito sul primo Emendamento che protegge la libertà di stampa e i giornalisti.
“Una minaccia contro tutti i giornalisti” le ha definite il legale di Assange subito dopo l’incriminazione. A detta di molti osservatori, infatti, l’azione senza precedenti contro Assange lascia presagire una severa stretta da parte dell’amministrazione sulla fuga di notizie e suona come una vera e propria sfida di Donald Trump al primo emendamento della costituzione americana. Il tutto in linea con l’offensiva portata avanti dal tycoon contro il mondo dei media, definiti più volte “nemici del popolo” e rei di diffondere ‘fake news’.

Assange potrebbe essere condannato a dieci anni di carcere per ogni capo di accusa, mentre resta in attesa di sapere se dopo il suo arresto a Londra l’11 aprile scorso sarà estradato negli Stai Uniti come richiesto dalle autorità di Washington. Mentre anche la Svezia attende una risposta alla sua domanda di estradizione dal Regno Unito, con Stoccolma che vuole perseguire il fondatore di Wikileaks per un caso di stupro. Il soldato Bradley Manning, che fornì i documenti top secret a Wikileaks dopo averli rubati mentre era in servizio in Afghanistan, è stato già condannato da una corte marziale a 35 anni di carcere. Ma nel 2017, dopo sette anni di reclusione e dopo essere diventato donna prendendo il nome di Chelsea, la sua condanna è stata commutata dal presidente Barack Obama.