Stati generali editoria: circa 800 risposte alla consultazione pubblica. Libertà, tutela minori e privacy i temi meno sentiti. Vincono i soldi

Sono circa 800 le proposte giunte agli Stati generali dell’editoria nella fase dedicata alla consultazione pubblica che si è aperta a metà aprile e che si è conclusa lo scorso 13 maggio. Secondo le prime indicazioni che emergono dall’esame dei dati raccolti, sono circa 150 le proposte formulate da operatori di settore, con l’invio on line di una sintesi di merito accompagnata da relativa documentazione, relative alla lunga lista di argomenti indicati dagli Stati generali per il dibattito. Sono invece circa 600 i privati cittadini che hanno aderito al confronto inviando i loro contributi.

Vito Crimi e Giuseppe Conte all’apertura degli Stati Generali dell’editoria (Foto Ansa/Ettore Ferrari)

Interessante l’analisi dei temi toccati e soprattutto di quelli meno considerati. A sorpresa tra gli argomenti meno sentiti da parte dei privati cittadini – ma anche dagli operatori di settore – sono quelli inerenti alla privacy e alla tutela dell’infanzia, come pure il tema della libertà. Quelli più gettonati invece, sempre da parte dei cittadini, sono tutti i temi relativi ai soldi: dalla raccolta pubblicitaria, ai compensi dei giornalisti.

Per quanto riguarda gli operatori di settore il tema in assoluto più gettonato è quello del diritto d’autore, delle agenzie di stampa, dei compensi e dei contratti. Seguono temi come Ordine dei giornalisti, deontologia, inquadramento delle nuove figure (videoreporter, social media manager, blogger e così via), sostegno al pluralismo. Più tiepido l’interesse degli operatori per temi quali concorrenza, innovazione, raccolta pubblicitaria o diritto ad una corretta informazione. In coda, insieme a privacy e tutela dell’infanzia, anche temi quali trasparenza del mercato, assetti societari e proprietari, semplificazione del mercato.

Leggi lo speciale di Primaonline sugli Stati generali dell’editoria

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