Fusione Fca-Renault darebbe vita a un colosso mondiale dell’auto. Importanti riflessi anche sulle agenzie media

Possibile rivoluzione in arrivo nel mercato dell’auto, e non solo. Dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, Fca ha presentato a Groupe Renault una proposta per una “importante fusione alla pari”, per creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo. Proposta che dai vertici del gruppo francese hanno fatto sapere di voler “studiare con interesse”.

(foto Ansa)

Stando a quanto segnalato da Fca nella nota che illustra la proposta, la nuova compagine “sarà detenuta per il 50% dagli azionisti di Fca e per il 50% dagli azionisti di Groupe Renault, una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti”, portando alla nascita di una compagnia in grado di generare ricavi per 170 miliardi di euro e utile netto da 8 miliardi.

Il nuovo soggetto avrebbe un portafogli di marchi “ampio e complementare” su tutti i segmenti di mercato, e, con oltre 8,7 milioni di veicoli venduti, diventerebbe il terzo più grande produttore al mondo  dopo Volkswagen e Toyota. Ma potenzialmente, aggregando anche Nissan e Mitsubishi – già partner dei francesi -, sarebbe possibile anche il sorpasso, salendo al primo posto su scala mondiale.

Dall’accordo non è prevista la chiusura di nessun stabilimento, con i benefici dell’operazione “deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale on piattaforme globali di veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie”.

“Quello che è iniziato qualche tempo fa come conversazioni operative su una maggiore collaborazione si è trasformato in una trattativa su una fusione dal momento che abbiamo riconosciuto gli enormi potenziali benefici per entrambe le società che risulterebbero dal mettere insieme i propri business”, ha spiegato l’amministratore delegato Fca Michael Manley che in una lettera ai dipendenti ha affermato che “anche se non c’è ancora certezza sulla conclusione dell’operazione, puntiamo ad agire il più rapidamente possibile per assicurarci un accordo definitivo”.

Mike Manley (Foto Ansa/ EPA/TANNEN MAURY)

“Siamo molto incoraggiati da quello che si potrà fare insieme: l’automobile è in fortissimo mutamento”, ha spiegato John Elkann, presidente Fca, commentando l’iniziativa. “Gli anni che abbiamo davanti sono anni di importantissime sfide e noi a queste sfide crediamo perché siamo convinti che ci sono tante opportunità e per questo abbiamo agito con coraggio come nel 2009”, ha rimarcato, citando l’operazione che ha coinvolto 10 anni fa Fiat e Chrysler.

Al progetto si è detto favorevole il governo francese che detiene il 15% di Renault. “Abbiamo bisogno di giganti che si espandono anche al di fuori dell’Europa e che oggi abbiamo bisogno di costruire in Europa””, ha spiegato la portavoce dell’esecutivo Sibeth Ndiaye, rimarcando comunque la necessità che “le condizioni in cui si realizzerà questa fusione siano favorevoli allo sviluppo economico della Renault e, naturalmente, ai suoi dipendenti”.
Dal fronte italiano intanto, il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, ha aperto anche a un possibile ingresso dello Stato in Fca. “Potrebbe essere un’idea”, ha spiegato, per bilanciare il ruolo della Francia.

Ma le conseguenze del progetto non resterebbero confinate al solo mercato dell’auto, allargandosi anche a quello della pubblicità. Come ricordato già da alcuni siti di settore, le due case automobilistiche impiegano un numero elevato di agenzie media su scala mondiale e il rischio per alcune di loro potrebbe essere quello di perdere una parte delle loro attività, mentre altre dovranno affrontare una riduzione nei costi.
Renault, ad esempio, è da tempo una cliente di Publicis. E il gruppo francese serrerà il più possibile le sue fila pur di restare seduta al tavolo del nuovo colosso automobilistico.

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