La Nazionale di calcio femminile a Palazzo Madama

“Il Senato del Regno seguendo a Roma il re Vittorio Emanuele II e la fortuna d’Italia pose qui la sua sede il 28 novembre 1871”. Sono queste le parole che hanno accolto la Nazionale di calcio femminile nel Cortile d’Onore di Palazzo Madama all’incontro con il presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati.


È la prima volta che una squadra di calcio femminile viene ricevuta in Senato. L’onore è toccato alle azzurre guidate dalla ct Milena Bertolini che, dopo vent’anni, tornano a disputare un Campionato del Mondo. Calcio d’inizio venerdì 7 giugno in Francia.

“A più di quarant’anni dalla nascita della Federazione Italiana Calcio Femminile e dalla disputa del primo campionato nazionale, dopo tante stagioni contrassegnate da alterne fortune, oggi i numeri e i dati ci dicono che stiamo vivendo una sorta di “rinascimento” di questo sport che troppo a lungo è stato considerato una mera prerogativa maschile, finendo per essere relegato, di conseguenza, al panorama dilettantistico”, ha dichiarato il presidente del Senato, “Le evoluzioni sociali e il difficile ma progressivo cammino di emancipazione della donna nella nostra società hanno “liberato” e “svincolato” le ragazze dai tanti cliché e pregiudizi che circondavano la pratica del calcio e ciò ha consentito, negli ultimi decenni, un avvicinamento graduale e sempre più numericamente considerevole a questa disciplina sportiva. Se nel 1996 le atlete tesserate erano appena 8.800, oggi l’obiettivo dichiarato della Federazione di Calcio Femminile è di arrivare a quota 100mila nel giro di qualche anno”.


I riferimenti storici non sono mancati nel discorso della Casellati. “I tempi in cui qualcuno ebbe a dire che “il calcio non è sport per signorine” sono lontani nel tempo e ormai sbiaditi nella memoria”, ha proseguito il presidente, “Se il calcio femminile italiano, ai suoi primordi, nel secondo Dopoguerra, come ci dicono le rare pagine di storia in materia, fu soprattutto un veicolo di trasmissione di amor patrio e di ricerca di consenso politico, oggi, in questa fase storica, il grande fermento che si registra attorno al movimento va interpretato come un segno di mutamento sociale e di un conseguente cambio di approccio da parte delle società. I club hanno capito di dover puntare sulla ‘professionalizzazione’ investendo tempo e risorse economiche a medio e lungo termine e i vertici federali hanno deciso di dedicare la giusta attenzione e dare maggiore fiducia alle nostre calciatrici”.
Ad annuire con il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina che ha guidato la delegazione azzurra insieme al Dg Marco Brunelli. “Un calcio spontaneo e fortemente legato ai valori, al rispetto e al fair play”, ha detto Gravina in merito al calcio femminile, “L’etica è la precondizione dello sport, per questo sono convinto che il calcio delle donne aiuterà il calcio maschile a crescere non solo sotto il profilo numerico, ma anche della qualità. Come Federazione siamo impegnati nell’imprimere l’accelerazione a questa disciplina: dobbiamo recuperare un gap enorme rispetto alle altre nazioni dovuto a un fatto culturale, ma oggi non è più così, grazie alle nostre giocatrici e grazie all’impegno messo nelle riforme. Eppure il percorso è ancora molto lungo e interessa una parte della nostra società civile”.
A chiudere i discorsi ufficiali Milena Bertolini. “Queste ragazze rappresentano la bellezza del calcio, stanno facendo vedere un altro modo di fare questo sport, trasmettendo valori positivi”, ha dichiarato la ct azzurra, “Un calcio di unione, condivisione, sacrificio, tutti aspetti fondamentali per rilanciare uno sport in cui a volte violenza e aggressività prendono il sopravvento. Nelle nostre partite si respira un’aria di festa e gioia”.
Dopo il tradizionale scambio di doni, il presidente del Senato, che ha ricevuto una maglia personalizzata con il numero dieci sulle spalle autografata dalla Ct e da tutta la squadra, ha suonato la campanella conclusiva della cerimonia.
“È bello sentirci nominare come portatrici di valori”, ha affermato la capitana Sara Gama, “è comunque un movimento che bisogna continuare a sostenere, l’importante sarà capire se si sceglierà di continuare a correre, come in questi ultimi anni, oppure si tenderà a rallentare”.
Nel pomeriggio la Nazionale ha posato per la foto ufficiale con le divise firmate ‘Emporio Armani’ e ha sostenuto una seduta di allenamento al Mancini Park Hotel di Roma. Domenica 2 giugno, dopo una cerimonia di saluto organizzata con Aeroporti di Roma, la partenza per la Franca. Domenica 9 giugno (ore 13) ci sarà l’esordio con l’Australia a Valenciennes per poi affrontare venerdì 14 giugno (ore 18) la Giamaica a Reims e martedì 18 giugno (ore 21) il Brasile di nuovo a Valenciennes. Gli incontri saranno trasmessi dalla Rai in diretta e in chiaro e da Sky Sport, in diretta per gli abbonati.
La parola, adesso, passa al campo.

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