Radio Radicale, M5S: rinnovare concessione solo con vera gara. Mozione per digitalizzare gli archivi dell’emittente

“Abbiamo depositato, d’accordo con la Lega, una mozione con cui facciamo prendere due impegni al governo: il primo, è volto a non rinnovare la concessione senza una vera gara; e il secondo è a mettere in sicurezza e digitalizzare gli archivi di Radio Radicale, che rappresentano una risorsa preziosa”. Lo annuncia il M5S con un post sulla pagina Facebook. “Nessuno vuole chiudere la radio, vogliamo affermare che una radio privata, tra i cui soci c’è una holding finanziaria, la Lillo SpA, che vale 2 miliardi di euro non può stare in piedi solo grazie ai soldi delle vostre tasse, soldi pubblici”.

La sede di Radio Radicale a Roma
(Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

“Cori di giornali si levano accusandoci di volere zittire, silenziare, ‘limitare la libertà di espressione’ della radio. Bene, qui nessuno mette in dubbio che Radio Radicale abbia svolto un servizio importante finora. E sarebbe bello che qualcuno smettesse di accusare per partito preso (è proprio il caso di dirlo) e iniziasse a diffondere i dati veri”, ribadisce il M5s che sostiene: “Radio Radicale è una radio privata, di partito (più del 62% delle quote è dell’Associazione politica Lista Marco Pannella), che lo Stato italiano ha finanziato fino ad oggi, per quasi 30 anni, con 250 milioni di euro (di soldi vostri)”.

“Radio Radicale non deve avere più diritti di altre radio private! Ci chiediamo perché il ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Luigi Di Maio, dovrebbe continuare a dare a una radio privata circa 10 milioni di Euro ogni anno per un servizio che può costare molto meno! La vera domanda è perché nessun partito finora ha avuto il coraggio di dirlo e di cambiare”.

“Il MoVimento 5 Stelle è al governo solo per un motivo: per cambiare le cose. Con gradualità, con buon senso, ma anche con determinazione. Noi siamo per lo stop ai finanziamenti pubblici all’editoria e a favore del pluralismo, che è cosa ben diversa dal finanziare con soldi degli italiani qualche editore, come è avvenuto finora”. “Nessun italiano, concludono, deve più pagare di tasca sua per giornali ed emittenti private. Ci sembra buon senso”.

Fatti, news e commenti sulla battaglia di Radio Radicale contro il taglio ai finanziamenti pubblici

 

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