Verna (Odg): il nuovo regolamento Agcom contro l’hate speech non comprime affatto la libertà di espressione

“Ci sono tante parole, scegliamo quelle giuste”. Questo il claim che accompagna il nuovo regolamento Agcom contro le espressioni d’odio presentato ieri a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti che vale per le trasmissioni radio-televisive ma si estende anche a internet, i social network e le piattaforme per condivisione di video online (qui è possibile scaricare il testo del regolamento).

Preceduto da una consultazione pubblica alla quale hanno partecipato l’Ordine dei Giornalisti, le associazioni di settore, i rappresentanti della società civile e delle imprese, il regolamento intende fornire, spiegano Odg e Agcom in una nota, “un quadro più definito di norme finalizzate al contrasto alle espressioni d’odio, secondo i principi delle normative italiane ed europee in materia volti a contrastare forme di discriminazione basate sulla costruzione e diffusione di stereotipi, generalizzazioni decontestualizzate di singoli episodi di cronaca che possono ledere la dignità di singole persone associate ad una categoria oggetto di discriminazione”.

“Non si intende comprimere la libertà di chi vuole esprimere, anche con asprezza, la propria opinione”, ha chiarito Carlo Verna, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, “il nostro faro è la Costituzione della Repubblica che, all’articolo 3, fa riferimento ai principi di uguaglianza e non discriminazione, principi che spesso vengono violati con linguaggi violenti, soprattutto da quando le nuove tecnologie hanno espanso a dismisura le capacità di comunicazione”.

“I giornalisti – ha precisato Verna – sono chiamati all’osservanza delle loro carte deontologiche e il mancato rispetto comporta l’intervento sanzionatorio che, ovviamente, spetta all’Ordine come da legge, mentre per gli altri soggetti della comunicazione – ha concluso Verna – interviene l’Autorità, secondo le procedure che adesso trovano adeguata sistemazione nel regolamento”.

“Secondo molte statistiche”, ha invece spiegato il commissario Agcom Antonio Nicita, “negli ultimi anni in molti Paesi si è assistito ad un preoccupante incremento dei fenomeni di discriminazione basata su etnia, genere, orientamento sessuali, condizioni personali. Di qui la necessità di porre maggiore attenzione al fenomeno, pur nel pieno rispetto della libertà d’espressione”. Nicita ha poi ribadito che “non esiste alcuna contrapposizione tra libertà d’espressione ed espressioni d’odio. Il nostro slogan è ‘ci sono tante parole, scegliamo quelle giuste’, quelle cioè che non ledano la dignità umana, grazie a stereotipi o generalizzazioni decontestualizzate”.

L’Ordine, ha aggiunto Verna, “è attento e vigila su tutte quelle espressioni che violano i principi della dignità umana ma il suo campo di intervento è definito dalla legge istitutiva della professione giornalistica. Gli iscritti all’Ordine rispondono alla legge 69/1963, una normativa che necessita di essere rivisitata e su cui abbiamo presentato proposte; sono altresì in corso iniziative per l’aggiornamento delle carte deontologiche”.

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