Radio Radicale, ok a mozione Lega-M5s. Tre anni di convenzione per archivi e gara per servizio istituzionale. Crimi: choc al sistema

L’Aula del Senato ha approvato la mozione Lega-M5s su Radio Radicale con riformulazione. Il documento ottiene 138 sì, 45 no e 57 astenuti. Sono state invece respinte, con il parere contrario del governo, le altre cinque mozioni presentate dalle opposizioni (Misto, FI, Aut, FdI e Pd) per chiedere di reperire risorse per consentire alla storica emittente di proseguire i lavori radiofonici.

La mozione prevede, come segnalato anche dai pentastellati in un post sulla loro pagina Facebook, un rinnovo per la digitalizzazione dell’archivio di Radio Radicale e l’istituzione di una gara per i servizi radiofonici istituzionali.

La sede di Radio Radicale a Roma (Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

“Non è possibile ad oggi procedere con un rinnovo in assenza di una legge. L’impegno è che si farà nel più breve tempo possibile una legge in ambito parlamentare Voglio rappresentare un dato oggettivo: nell’anno 2019 centro produzioni Spa ha ricevuto un intervento pubblico pari 9 ml di euro a fronte dei 12 ml percepiti negli anni precedenti quindi non accetto l’accusa che quest’anno si sta affamando Radio radicale”, ha detto in Aula il sottosegretario all’editoria Vito Crimi, prima del voto sulle mozioni.

“Il sevizio pubblico garantito da Radio radicale con la convenzione è esclusivamente limitato alla trasmissione delle sedute parlamentari, tutto il resto è altro. Nessuno ha mai cambiato in tutti questi anni c’erano soluzioni , si potevano prendere rima, noi ci prendiamo il tempo di trovare una soluzione possibile. Ben venga quindi che per la prima volta un governo ha apportato un cambiamento. Uno choc al sistema per poi poterlo regolamentare bene”, ha continuato il sottosegretario rispondendo alle opposizioni che chiedevano di chiarire la posizione del governo.

Vito Crimi (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Nel dettaglio, nel testo depositato il 5 giugno, l’impegno chiesto dalla maggioranza è quello di “attivare una separata convenzione con Centro Produzioni S.p.A. di durata triennale, volta esclusivamente a concludere l’attività di digitalizzazione e messa in sicurezza degli archivi di Radio radicale anche antecedenti all’attivazione della prima convenzione del 21 novembre 1994, e per un importo che copra esclusivamente il costo del personale necessario allo svolgimento di detta attività”. Mentre per quel che riguarda la gara per “servizio radiofonico e multimediale di interesse generale destinato all’informazione e comunicazione istituzionale” Lega e M5s chiedono al governo l’impegno “di attivare tutte le opportune iniziative al fine di approvare una normativa di riferimento” “che preveda l’assegnazione del servizio tramite gara, attraverso un quadro coerente, certo e trasparente degli obblighi, dei criteri, della durata e dei meccanismi di finanziamento”.
Si chiede anche di disciplinare “il periodo transitorio in attesa” della gara e di “l’abolizione del divieto di ampliamento della rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari da parte del concessionario del servizio pubblico”.

“Radio Radicale è un’emittente storica, che trasmette e pubblica on line ogni giorno le dirette dei lavori parlamentari” e il suo archivio è “un patrimonio inestimabile per la storia d’Italia degli ultimi decenni con oltre 540.000 registrazioni”, hanno scritto nella premessa Lega e 5Stelle, riconoscendo all’emittente di essere “servizio di pubblica utilità relativo alla trasmissione delle sedute parlamentari”. Sottolineando tuttavia che l’iniziale “regime transitorio sia diventato, nel corso dei decenni, un regime permanente, nonostante la nascita nel 1998 del canale radiofonico Rai Gr Parlamento”.
“Pur non rientrando nell’ambito della Convenzione, prosegue il documento, Radio Radicale ha sempre garantito copertura ai principali eventi di attualità politica e istituzionale, documentando l’attività dei Consigli comunali, della Corte dei conti, del Consiglio superiore della magistratura, del Parlamento europeo, nonché ai congressi, festival ed assemblee di partiti politici, ai convegni organizzati da associazioni del mondo del lavoro e dell’impresa, a manifestazioni o conferenze stampa di particolare interesse, a dibattiti e alle presentazioni di libri”.

Le reazioni – In una nota Radio Radicale ha salutato “con favore l’indizione di una gara per l’assegnazione del servizio di trasmissione delle sedute del Parlamento, gara che chiede pubblicamente dal 1998, e al contempo chiede che si arrivi rapidamente ad una soluzione per la copertura del periodo transitorio, che va dal 21 maggio scorso all’assegnazione della medesima gara. Senza questa rapida soluzione transitoria il servizio svolto da Radio Radicale fino ad oggi rischia di interrompersi”.

Il via libera alla mozione, secondo la Fnsi in una nota, è un “segnale importante ma non sufficiente”.

Fatti, news e commenti sulla battaglia di Radio Radicale contro il taglio ai finanziamenti pubblici

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