Rai, la Vigilanza contesta, ma Salini difende la nomina di Foa a RaiCom

Nella commissione di Vigilanza svoltasi stamattina a San Macuto Fabrizio Salini, ad della Rai, ha squadernato sul tavolo le carte d’appoggio a sostegno della legittimità della nomina del presidente della Rai, Marcello Foa, alla presidenza di Rai Com, che era stata oggetto di una forte contestazione nella Vigilanza del 16 aprile da parte di commissari dei Cinque Stelle, del Pd, di Forza Italia, di e Fratelli D’Italia.

Salini ha dichiarato di aver nominato Foa a Rai Com dopo aver acquisito la documentazione favorevole predisposta dall’Ufficio legale della Rai ed aver comunicato, in via preventiva, la designazione al Mef azionista della Rai ed acquisito il via libera (tutta documentazione è stata messa a disposizione del commissari).
Tra le le ragioni di merito che hanno portato alla nomina di Foa alla società commerciale della Rai (e di alcuni altri consiglieri nei Cda di alcune consociate) Salini ha sottolineato la necessità di mantenere l’unitarietà di azione tra capogruppo e consociate e di beneficiare degli effetti sinergici connessi, tanto più nella fase attuale in cui, ha sottolineato, “il nuovo piano industriale pone obiettivi particolarmente sfidanti e il cui raggiungimento non è pensabile in assenza di un disegno imprenditoriale strategico unitario”.

Fabrizio Salini (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Quanto poi all’altro fatto controverso, di aver affidato la realizzazione del nuovo canale in lingua inglese a RaiCom, che ha visto contrari i due consiglieri Rai Borioni e Laganà, Salini ha sostanzialmente detto che restano due entità separate. “La Rai manterrà tutte le funzioni proprie di concessionaria di Servizio Pubblico come il controllo editoriale del canale, mentre demanderà alla consociata le attività per la produzione e distribuzione per cui RaiCom può sfruttare le competenze istitutive”.
Secondo Salini, la scelta non trasgredisce il contratto di servizio che all’articolo 1 comma 2 che stabilisce che a certe condizioni la Rai “per lo svolgimento di attività inerenti ai servizio pubblico può avvalersi di società da essa partecipate” ed ha garantito che metterà in atto “tutti gli strumenti operativi necessari a consentire la massima trasparenza nella gestione delle risorse di natura pubblica come previsto dalle regole della contabilità separata”.

Nel corso della audizione si è registrato un tono pacato anche da parte degli interventi più critici di alcuni commissari della maggioranza. Che viene interpretato dagli esperti degli umori della politica come segno che anche la partita su Foa potrebbe rientrare nei giochi in corso tra i gialloverdi, nel match più decisivo sul futuro del governo.

Comunque sia i due pentastellati in Vigilanza, Primo Di Nicola e Gianluigi Paragone, non hanno abbandonato le loro posizioni molto critiche, avendo già presentato la risoluzione contro la doppia presidenza di Foa alla Rai e a RaiCom (firmata però solo da una parte dei 5 Stelle) che sarà votata secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione di Vigilanza Alberto Barachini, tra una settimana, parallelamente alla risoluzione presentata dal Pd. Si vedrà se sarà mantenuta la scadenza indicata mentre i pronostici della vigilia dicono che difficilmente le due risoluzioni riusciranno ad avere i voti necessari per essere approvate.
Dopo aver premesso di aver presentato la mozione “con spirito costruttivo” ed in forza del “dubbio e oramai più che un dubbio che il doppio incarico a Foa sia contestabile alla luce degli articoli 21 e 22 dello Statuto della Rai, con il serio rischio dell’azienda di trovarsi domani in una situazione di contestazione giudiziaria di tipo amministrativo”, Di Nicola ha sottolineato che “E’ importante acquisire altri pareri ma soprattutto sgombrare il capo da questa vicende che ci tengono fermi e lontano dalle cose importanti di cui dovremmo occuparci: il piano industriale le importanti innovazioni che non saranno facili e che come 5 stelle vogliamo vigilare e stimolare”.

Primo Di Nicola (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Le posizioni più dure contro Foa sono arrivate dall’area di Forza Italia, con l’intervento del senatore Giorgio Mulè, e dal PD con Michele Alzaldi che prendendo la parola per ultimo si è rivolto a Salini dicendogli di essere “venuto in questa commissione stamattina a metterci la faccia sulla nomina di Foa, in maniera più che coraggiosa inopportuna. Ci sono almeno tre forzature per cui sarei stato un più cauto prima di difendere la doppia nomina di Foa fossi stato l’ad della Rai”. “La prima è quella degli articoli dello Statuto citati da Di Nicola. Poi la figura di Foa – ha proseguito Anzaldi – contestata da buona parte di questa commissione che alla prima votazione l’ha bocciata anche per gli attacchi mai chiariti al Quirinale. Ad ultimo il libro di Claudio Gatti sui ‘Demoni di Salvini’ che fa rivelazioni gravissime mai smentite” .
Salini nella replica è partito proprio dalle contestazione di Anzaldi precisando di astenersi da “valutazioni di carattere politico, ma sottolineare che per quanto riguarda la Rai anche tenuto conto della nota del Mef non c’è incompatibilità tra le due cariche. Tutte le altre considerazioni sono di carattere politico e non attengono al mio ruolo”.

Michele Anzaldi(foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Sotto il dei tiro dei politici anche l’infornata di conduttori esterni per i programmi estivi di Raiuno, a partire da Poletti diventato famoso come il biografo di Salvini. L’ad Salini ha rimpallato la responsabilità al direttore di rete Teresa De Santis. “Ribadisco che l’intenzione è sempre quella di valorizzare le risorse interne – ha detto Salini – tanto è vero che ho inviato una nota ai direttori di rete per valorizzare al massino risorse e giornalisti interni per le conduzioni. Detto ciò rispetto l’autonomia editoriale di ogni singolo direttore che se pensa di non trovare risorse adatte per un programma all’interno della azienda si può rivolgersi anche all’esterno”.
Quali sono i motivi che hanno spinto Teresa De Santis a fare le scelte che le contestano, la direttora di Raiuno li raccontera’ domani in una conferenza stampa.

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