Prandi lascia la direzione comunicazione di Conad. Per tornare a Milano in famiglia e alla sua Smartitaly.

Brevissima esperienza per Andrea Prandi alla direzione delle relazioni esterne e comunicazione corporate di Conad. Arrivato il 23 gennaio, subito dopo la conclusione della clamorosa acquisizione di Auchan da parte di Conad, ha deciso di lasciare formalizzando le dimissioni poco dopo. Quale e’ il motivo di una scelta che sa di rottura? Per tornare a Milano, dove vive la famiglia, e dedicarsi alla sua società di consulenza Smartitaly e allo sviluppo di Vaielettrico.it, portale dedicato alla mobilità elettrica, fondato insieme a due amici giornalisti Mauro Tedeschini, per 10 anni direttore di Quattroruote, e Massimo Degli Esposti, ha detto Prandi agli amici.

Chi conosce il carattere e lo stile accentratore di Francesco Pugliese, direttore generale e ad di Conad, personaggio molto influente della Gdo, e l’indipendenza decisionale e la convinzione nelle proprie capacità come manager della comunicazione di Prandi ha scommesso subito su un rapida conclusione della loro collaborazione. E così è stato.

Andrea Prandi (ANSA/FLAVIO LO SCALZO)

Sulla decisione di lasciare Conad dopo così poco tempo Prandi non fa misteri: “Si può benissimo decidere di spostare una famiglia per motivi di lavoro, ma a 53 anni deve davvero valerne la pena. Ho scelto di lasciare Conad perché fare il direttore delle relazioni esterne e’ sempre un mestiere bellissimo, una passionaccia, ma solo se i livelli di delega e le risorse sono commisurati all’esperienza e al progetto. Se poi si deve anche rinunciare a una propria azienda come Smartitaly, con prospettive di crescita interessanti, meglio pensarci su’”.

Prandi nel suo cammino professionale è sempre stato legato per periodi lunghi alle aziende in cui ha lavorato: come giornalista al Resto del Carlino ha passato circa 6 anni, poi alla Edelman, agenzia con cui collabora anche oggi, poi sette anni con Vittorio Merloni alla Indesit, dove ha avuto capi del calibro di Francesco Caio e Andrea Guerra e infine alla Edison, dove ha guidato la comunicazione per 12 anni, in un periodo piuttosto turbolento (dove si sono succeduti diversi azionisti: prima Fiat, poi A2A e infine i francesi di EDF), ma “anche molto interessante che ha visto la nascita del mercato libero dell’energia, con Edison che è diventato il primo competitor di Enel nell’energia elettrica e di Eni nel gas”, ricorda. “E’ stato un periodo irripetibile: ho avuto la fortuna di collaborare con grandi manager come Umberto Quadrino e Bruno Lescoeur, lavorando a un piano industriale che prevedeva nuove centrali elettriche ad altissima efficienza in tutta Italia, nuove rotte del gas, con la costruzione di gasdotti e rigassificatori come quello di Rovigo, lo sviluppo delle rinnovabili e la conquista di oltre un milione di clienti”.

D’accordo con Bruno Lescoeur, Prandi entra anche a far parte della task force dell’Agenda digitale, a Palazzo Chigi, insieme al suo ex capo Francesco Caio. Lavora a un progetto con la Rai di Gubitosi per la divulgazione del digitale. E’ il periodo di Expo e si interfaccia in quei mesi anche con Sala, il presidente dell’evento.

Tre anni fa Prandi, dopo l’uscita di Lescoeur, lascia Edison e fonda Smartitaly, con clienti come Samsung, Banca Generali e EnelX. Smartitaly diventa anche partner di Edelman che nomina Prandi Executive Vice President. E poi la nascita di Vaielettrico.it.
Prandi pensava di lasciare la gestione di Smartitaly a Daniele Tonelli, cfo, pluriennale esperienza in alcuni istituti di credito, e la responsabilità degli eventi ad Angela Lippa, sua moglie, e ideatrice del Milano Kids Festival, la cui seconda edizione si svolgerà il 29 settembre nel Parco Biblioteca degli Alberi, realizzato insieme all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, che coinvolge decine di associazioni, contro il cyberbullismo, per i diritti dei bambini e per l’ambiente. “Ho scoperto negli ultimi anni – dice Prandi – che non hai necessariamente bisogno di avere alle spalle grandi brand e ingenti risorse economiche per creare progetti condivisi e di successoa” . E così ha salutato Conad e Bologna per tornare a Milano.

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