Radio Radicale, l’emittente: il dl crescita un’occasione per salvarci. Serve intervento urgente per non interrompere il servizio

“Le prossime ore sono determinanti per la vita del servizio di trasmissione delle sedute del Parlamento svolto da 43 anni da Radio Radicale. L’approvazione della mozione al Senato con l’impegno da parte della maggioranza di presentare nelle prossime settimane un disegno di legge per demandare ad una bando di gara l’assegnazione del servizio per i prossimi anni è da salutare con favore, noi lo chiediamo dal 1998″. Lo rileva in una nota l’emittente.

“Deve essere chiaro a tutti, però, che senza un intervento urgente da parte del governo e della maggioranza non sarà possibile nel frattempo scongiurare l’interruzione del servizio di interesse generale svolto da Radio Radicale, interruzione che l’Autorità delle Comunicazioni ha paventato nella segnalazione urgente inviata all’esecutivo oltre un mese fa”.

La sede di Radio Radicale a Roma
(Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

“Il decreto crescita, continua l’emittente, all’esame della Commissioni Bilancio e Finanze della Camera rappresenta in tal senso un’occasione irripetibile per evitare l’interruzione del servizio. Un’occasione irripetibile per impedire lo spegnimento di Radio Radicale”.

A sostegno di Radio Radicale la Federazione nazionale della Stampa italiana che ha condiviso l’appello, chiedendo “che gli emendamenti relativi al salvataggio dell’emittente e alla moratoria ai tagli del fondo per l’editoria siano inseriti nel dl Crescita, così che finalmente tutti gli attestati di solidarietà, arrivati anche da non pochi esponenti della maggioranza, possano trasformarsi in atti concreti e voti, impedendo un ulteriore colpo alle voci della diversità e delle differenze e dando ascolto alle parole del presidente Mattarella, che più volte ha richiamato il valore dell’articolo 21 della Costituzione come presidio di democrazia”.

Intanto, mercoledì 12 giugno, alle 13,30 una delegazione composta da parlamentari di Lega, Partito Democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia e di componenti del gruppo misto consegnerà a Palazzo Chigi le firme di oltre 167 mila cittadini che hanno sottoscritto la petizione ‘Salva Radio Radicale’, lanciata dal Partito Radicale su Change.org e indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

Con i parlamentari, ci saranno anche il direttore e l’amministratore di Radio Radicale, Alessio Falconio e Paolo Chiarelli e membri della Presidenza del Partito Radicale, e la Fnsi.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche una nota del Cdr:

“Chiediamo al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, al Vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini e al Sottosegretario all’Editoria, Vito Crimi, di farsi carico della situazione di gravissima incertezza in cui si ritrovano gli oltre 100 lavoratori, interni ed esterni, di Radio Radicale.

Ricordiamo che è in ballo il lavoro e il futuro dei giornalisti, dei tecnici, dei archivisti, degli amministrativi e dei collaboratori che non possono essere cancellati con un tratto di penna a cui nelle attuali condizioni l’azienda non può dare nessuna garanzia, nemmeno per l’immediato.

Ed è per questo che la mozione approvata dal Senato e il DL Crescita all’esame della Commissioni Bilancio e Finanze della Camera sono l’occasione per Governo e maggioranza di dimostrare concretamente la volontà di raccogliere le sollecitazioni venute dall’Agcom e ascoltare gli appelli venuti dal mondo politico, da quello accademico, dell’informazione e della cultura e anche dalla magistratura, dall’avvocatura, da amministrazioni locali, sindacati e associazioni insieme a decine e decine di migliaia di cittadini per la vita di Radio Radicale.

Il Cdr di Radio Radicale”

Fatti, news e commenti sulla battaglia di Radio Radicale contro il taglio ai finanziamenti pubblici

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