Inpgi, Crimi: M5S non vuole commissariamento; ipotesi passaggio ammortizzatori sociali all’Inps

Togliere dalle competenze dell’Inpgi tutta la parte relativa agli ammortizzatori sociali, ovvero gli oneri che ora l’istituto di previdenza autonomo dei giornalisti sostiene per cassa integrazione, disoccupazione, contratti di solidarietà della categoria, e passarli alla gestione Inps. E’ questo uno dei possibili “ulteriori interventi” sull’Inpgi rispetto a quanto previsto nel dl crescita (annunciati e ritenuti necessari tanto da M5S quanto dalla Lega) a cui il Movimento 5 Stelle “sta pensando”, secondo quanto afferma il sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi. Crimi smentisce inoltre ogni volontà dei 5 Stelle di procedere al rapido commissariamento dell’istituto presieduto da Marina Macelloni, e la lettura di chi ha interpretato in tal senso l’anticipazione della sospensione del commissariamento dell’Inpgi dal 31 dicembre al 31 ottobre previsto dall’emendamento al dl crescita che il Parlamento sta convertendo in legge.

Vito Crimi (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

“L’Inpgi ha pagato e sta sostenendo di fatto il settore dell’editoria e la sua crisi – sostiene Crimi, conversando con Prima comunicazione a margine dei lavori del Senato – sollevarlo da questo onere, che peraltro come istituto previdenziale non gli competerebbe in senso stretto, per passarlo alla gestione dell’Inps, consentirebbe un notevole sollievo per i conti della cassa dei giornalisti”. In termini economici, secondo quanto riferito dalla presidente Inpgi, Marina Macelloni, gli oneri per ammortizzatori sociali per il 2018, a tutela di 7 mila giornalisti, sono ammontati complessivamente a circa 37 milioni di euro. “L’istituto paga gli ammortizzatori unicamente con le proprie risorse, sulla base di stati di crisi aziendali firmati dal ministero del Lavoro e ai quali non possiamo opporci” sottolinea sul suo blog.

Circa poi la volontà di procedere da parte del Movimento 5 Stelle con un rapido commissariamento dell’Inpgi, così come paventato da più parti, Crimi nega tale intenzione. E tratteggia una breve “cronistoria” dell’emendamento al dl crescita che ha via via anticipato la sospensione del commissariamento fino al 31 ottobre 2019. “In realtà nelle nostre prime stesure dell’emendamento la sospensione del commissariamento era stata fissata dapprima in 24 mesi, quindi in 18 mesi. Per questioni di coperture è stata quindi portata al 31 dicembre 2019. Poi questo termine, in seguito all’intervento della Ragioneria dello Stato, è stato anticipato al 31 ottobre. Se la volontà del M5S fosse stata quella di commissariare l’Inpgi avremmo avuto ogni possibilità di farlo, fin da subito, ma così non è”. L’anticipo della sospensiva del commissariamento sarebbe dettata, secondo questa lettura, ad una questione meramente tecnico-legislativa, perchè consentirebbe di non prevedere in sede di legge di bilancio tale copertura. A protrarre i termini effettivi della sospensione del commissariamento potrebbe intervenire poi il consueto decreto milleproroghe di fine anno. E per i due mesi di “vacanza” della norma (cioè novembre e dicembre) “a decidere se procedere all’effettivo commissariamento è sempre il governo. E’ una questione di volontà politica, e se non l’abbiamo fatto finora…” ha concluso Crimi.

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