Aie contro la proposta di legge sul libro. Il presidente Levi: va contro la lettura e danneggia famiglie e consumatori

“Una legge contro la lettura, che danneggia le famiglie e i consumatori”. Sono queste le parole con cui il presidente dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi ha commentato il testo della proposta di legge sul libro così come approvata dalla Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera, che dovrebbe arrivare in Aula entro la metà di luglio.

Ricardo Franco Levi (Foto ANSA/ ROBERTO RITONDALE)

“La lettura è un’emergenza nazionale. E lo è non solo per il nostro settore ma per la crescita del Paese”. “Questo testo”, ha evidenziato il presidente Levi, firmatario della legge del 2011 che viene ora modificata, “prevede invece una riduzione forte degli sconti possibili sui prezzi di vendita senza aiutare gli acquisti di libri delle famiglie, penalizzando di fatto la voglia e il bisogno di lettura degli italiani”.

“Queste nuove norme, ha proseguito, si tradurranno in un aggravio di spesa per le famiglie e i consumatori, in un indebolimento della domanda, in una riduzione degli acquisti, in un danno per il mercato. Tutto questo senza sostenere in modo adeguato gli operatori di minori dimensioni, piccoli editori e piccoli librai”. “Faremo tutto il possibile per cambiare la direzione di questo provvedimento”, ha concluso.

Sul testo posizione diversa quella tenuta da Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio, che ha parlato di un “cambiamento necessario”, invitando però ad avere più coraggio. “Quando vediamo che la strada che abbiamo imboccato non ci porta a destinazione è saggio cambiare percorso, così avviene in tutte le vicende umane ed è quanto avviene in queste ore alla Camera dove il legislatore ha preso atto che in otto anni di applicazione della Legge Levi, la 128/2011, la lettura è calata dell’11% e l’ecosistema del libro non sta meglio”, ha rilevato Ambrosini.
“Infatti dal 2011 al 2016 hanno chiuso, tra librerie e cartolibrerie, 2038 imprese con la perdita di più di 4000 posti di lavoro, ma soprattutto stando sempre all’Istat al 2016 – ultimi dati disponibili – sono più di 13 milioni gli italiani senza una libreria sotto casa”.

“Ci auguriamo che il Parlamento e le forze politiche seguano l’esempio di Francia e Germania dove viene rispettato il prezzo di copertina stabilito dagli editori creando di fatto un mercato trasparente e abbandonando quella via che ha di fatto creato oligopoli in danno della libera impresa libraria e dei lettori, che pagano ogni giorno le politiche scontistiche degli editori con prezzi opportunamente gonfiati”.

“Ci sembra quindi doveroso  che il legislatore abbia inteso cambiare percorso imboccando quella strada già percorsa dai cugini francesi e tedeschi che diversamente ha dato prova di migliori risultati, dando a quei paesi indici di lettura e di diffusione del libro significativamente maggiori di quelli italiani e soprattutto contribuendo con la diffusione dei saperi ad uno sviluppo socio-economico che è ben fotografato anche dalle più recenti indagini statistiche”, ha concluso.

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