Facebook, Zuckerberg: non possiamo fermare da soli le interferenze russe. Il Governo ha gli strumenti per fare pressione

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Ha scelto il palco dell’Aspen Ideas Festival in Colorado Mark Zuckerberg per dire la sua affrontando diversi temi caldi che stanno coinvolgendo Facebook. Dall’ad e cofondatore del social è arrivato il parere positivo alle legislazioni federali sulla privacy e alle proposte di maggiore regolamentazione della pubblicità politica, ma non sono mancate accusa alle autorità per aver reagito non tempestivamente a numerosi problemi legati al web.

Zuckerberg ha riferito che Facebook sta cercando di affrontare problemi come la diffusione di disinformazione e sta esplorando le opzioni per effettuare efficaci controlli sui contenuti, aggiungendo però che i governi locali dovrebbero presentare una sorta di quadro guida per la risoluzione di alcuni problemi, come ad esempio esplicitare quali contenuti siano da considerarsi pubblicità politiche.
“Le regolamentazioni sono il modo migliore per gestire alcuni di questi problemi, ma non aspetteremo che siano le autorità a fornircele”, ha affermato Zuckerberg.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa – EPA/Alejandro Bolivar)

 

Il manager ha inoltre espresso la sua frustrazione sia verso coloro che spingono per una divisione della società, sia verso le modalità con cui il Governo statunitense ha gestito le interferenze di gruppi russi alle campagne per le elezioni presidenziali del 2016.
“Non possiamo fermare le interferenze russe sulle elezioni da soli, non abbiamo gli strumenti. Il nostro governo è quello che ha gli strumenti per fare pressione sulla Russia, non noi”, ha aggiunto, sottolineando che dopo il voto del 2016 il social network ha rafforzato le difese. “Spendiamo per la sicurezza miliardi di dollari l’anno. Abbiamo rafforzato la sicurezza, ma c’è poco che possiamo fare da soli per cambiare gli incentivi” che hanno i paesi ad agire.

Le dichiarazioni di Zuckerberg sono arrivate poche ore dopo che la Casa Bianca ha criticato alcune società della Silicon Valley e ha richiesto un vertice sui social l’11 luglio per avviare un dibattito sulle responsabilità delle piattaforme online. Ieri, il presidente Trump ha ribadito il suo punto di vista secondo cui Facebook e altri giganti della tecnologia siano prevenuti nei suoi confronti.