Crimi: Ordine dei giornalisti così non ha senso. Allargare platea Inpgi a comunicatori? Se è solo per pagare pensioni mi cascano le braccia!

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“Io non faccio una battaglia per l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, questo non è un obiettivo. È una fake news”. Così il sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi, intervenendo all’incontro con i direttori della carta stampata agli Stati generali dell’Editoria. “Non voglio abolire l’Ordine – ha precisato -, ma questo Ordine non ha più senso di esistere. E non perché lo voglia abolire Crimi, ma perché è già di per sé inefficiente, superato, già da quando sono cominciati gli allargamenti degli iscritti”. E con il riconoscimento di nuove professionalità legate all’informazione e l’allargamento della platea dei contribuenti dell’Inpgi, secondo Crimi, “il 90% di chi dovrebbe versare i contributi nelle sue casse non sarebbe più iscritto all’Ordine dei giornalisti. È possibile che questa contraddizione la veda solo io?”.

Vito Crimi (Fabio Cimaglia / LaPresse)

Sempre in merito all’ipotesi di allargamento della platea dei contribuenti Inpgi ai comunicatori, Crimi ha detto: “Sento discuterne, con finalità di salvare l’Inpgi… ma mi cascano le braccia!”, ha aggiunto il sottosegretario. “Una cosa è procedere con una certa logica: vediamo quali sono le professionalità, anche quelle nuove, penso ai videomaker, fotografi e via discorrendo, cerchiamo di individuare chi fa giornalismo ed eleviamo a giornalista chi fa tutta una serie di attività, poi scaturirà in modo normale e naturale la confluenza di queste figure nella cassa autonoma. Ma è un processo al contrario rispetto a chi dice portiamo i comunicatori nell’Inpgi per poter pagare le pensioni ai giornalisti”.

 

Leggi lo Speciale Stati Generali dell’Editoria. Tutte le tappe del percorso