Garante privacy, multa da 1 milione a Facebook per Cambridge Analytica. Il social: nessun dato di italiani condiviso. Faremo chiarezza

Il Garante per la privacy ha applicato a Facebook una sanzione di 1 milione di euro per gli illeciti compiuti nell’ambito del caso Cambridge Analytica, la società che attraverso un’app per test psicologici aveva avuto accesso ai dati di 87 milioni di utenti e li aveva usati per tentare di influenzare le presidenziali americane del 2016. La sanzione, in base al vecchio Codice Privacy, fa seguito al provvedimento del Garante del gennaio di quest’anno con cui l’Autorità aveva vietato a Facebook di continuare a trattare i dati degli utenti italiani.

Il garante della Privacy, Antonello Soro (Foto Ansa/Claudio Peri)

Il Garante – spiega una nota dell’Autorità – aveva accertato che 57 italiani avevano scaricato l’app Thisisyourdigitallife attraverso la funzione Facebook login e che, in base alla possibilità consentita da questa funzione di condividere i dati degli “amici”, l’applicazione aveva poi acquisito i dati di ulteriori 214.077 utenti italiani, senza che questi l’avessero scaricata, fossero stati informati della cessione dei loro dati e avessero espresso il proprio consenso.

La comunicazione da parte di FB dei dati alla app Thisisyourdigitallife era avvenuta quindi in maniera non conforme alla norme sulla privacy. I dati non erano comunque stati trasmessi a Cambridge Analytica. A Facebook il Garante aveva già contestato nel marzo scorso la mancata informativa, la mancata acquisizione del consenso e il mancato idoneo riscontro ad una richiesta di informazioni ed esibizione di documenti.

Per queste violazioni Facebook si è avvalsa della possibilità di estinguere il procedimento sanzionatorio pagando in misura ridotta 52mila euro. Poiché, però, le violazioni su informativa e consenso erano state commesse in riferimento a una banca dati di particolare rilevanza e dimensioni – fattispecie per cui non è ammesso il pagamento in misura ridotta – il Garante ha applicato oggi anche una sanzione di 1 milione. La somma tiene conto, oltre che della imponenza del database, anche delle condizioni economiche di Facebook – conclude la nota dell’Autorità – e del numero di utenti mondiali e italiani della società.

La replica del social – “Avremmo dovuto indagare di più nel 2015 sulle segnalazioni ricevute in merito a Cambridge Analytica. Tuttavia, le prove mostrano che nessun dato di utente italiano è stato condiviso con la società. Siamo fortemente impegnati nel proteggere la privacy. Esamineremo con attenzione la decisione del Garante e continueremo a lavorare con loro per fare chiarezza”. Così un portavoce di Facebook, commentando la sanzione.

“Il dottor Kogan (l’informatico che ha creato l’app ‘mydigitallife’, ndr) ha condiviso unicamente i dati relativi agli utenti statunitensi”, ha aggiunto il portavoce di Facebook. “Già all’epoca abbiamo apportato importanti modifiche alla nostra piattaforma e limitato in modo significativo le informazioni a cui gli sviluppatori di applicazioni possono avere accesso”.

“Siamo fortemente impegnati nel proteggere la privacy delle persone e abbiamo investito in risorse, tecnologia e partnership, oltre ad aver assunto, solo nell’ultimo anno, più di 20.000 persone impegnate sulla sicurezza. Esamineremo con attenzione la decisione del Garante Privacy e continueremo a lavorare con loro per fare chiarezza”,, ha concluso.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Menlo Park si affida ai giornalisti per selezionale alcuni contenuti nel nuovo News Tab

Menlo Park si affida ai giornalisti per selezionale alcuni contenuti nel nuovo News Tab

News Corp al lavoro su un aggregatore di news per rispondere alle preoccupazioni degli editori su Google e Fb

News Corp al lavoro su un aggregatore di news per rispondere alle preoccupazioni degli editori su Google e Fb

Hong Kong, anche YouTube chiude 210 canali che diffondevano fake news sulle proteste

Hong Kong, anche YouTube chiude 210 canali che diffondevano fake news sulle proteste