Guadagni sotto le aspettative e layout poco intuitivo. Apple News+ delude gli editori

A tre mesi dal lancio, Apple News+, il servizio a pagamento (9,99 dollari al mese) di Cupertino dedicato a news e giornali, sembra non essere in grado di mantenere le promesse. Per ora disponibile in Usa, Uk e Canada, il servizio potenzialmente si rivolge a tutti coloro che possiedono un device Apple – che sia iPhone, iPad o Mac -, ma dopo l’exploit iniziale, con più di 200 mila abbonati in 48 ore, sembra aver incontrato qualche difficoltà di troppo.

Tim Cook (foto Ansa – EPA/NG HAN GUAN / POOL)

Stando a quanto segnala Business Insider, la piattaforma avrebbe deluso le aspettative di diversi editori americani su vari fronti, a cominciare da quello economico, per i bassi ricavi generati. Alcune testate sostengono di aver incassato meno di un ventesimo di quanto promesso da Apple inizialmente, mentre altre di aver incassato meno rispetto ad altri servizi di edicola digitale che non hanno alle spalle la stessa forza del colosso Usa.
Ad essere messo sotto accusa anche l’interfaccia grafica del servizio, considerata poco intuitiva e spesso soggetta a problemi tecnici nel layout. Tutti problemi che Apple assicura di essere al lavoro per risolvere.

Svelata alla fine di marzo e presentata come ‘la Netflix delle notizie’, Apple News+, ricordiamo, consente di accedere a più di 300 pubblicazioni, tra cui Wall Street Journal, National Geographic e alcune testate Condé Nast.

All’appello mancano invece due tra i più importanti quotidiani americani: il New York Times e il Washington Post. Fin da subito le due testate hanno declinato l’invito di Apple a far parte del progetto, contestando le modalità di ridistribuzione dei guadagni, di cui Cupertino trattiene la metà per poi suddividere la restante quota tra i partecipanti, a seconda del tempo speso dagli utenti sulle singole pubblicazioni.
Non da ultimo le due testate, entrando in un sistema di questo tipo, temono di vedere svalutate le proprie proposte di abbonamento. “Tendiamo ad essere abbastanza diffidenti all’idea di abituare le persone a trovare i nostri contenuti dappertutto”, aveva detto il ceo del Nyt, Mark Thompson in un’intervista alla Reuters. “E in generale siamo terrorizzati dal fatto che il nostro giornalismo possa mescolarsi in un frullatore con il giornalismo di chiunque altro”, aveva ribadito, mettendo in guardia dai rischi degli aggregatori di news.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Giornalisti, Macelloni: situazione Inpgi critica, rischio commissariamento; includere lavoratori della comunicazione

Giornalisti, Macelloni: situazione Inpgi critica, rischio commissariamento; includere lavoratori della comunicazione

Nel 2019 almeno 250 giornalisti in carcere per la loro professione. Cpj: crescono accuse per ‘fake news’

Nel 2019 almeno 250 giornalisti in carcere per la loro professione. Cpj: crescono accuse per ‘fake news’

Fastweb presenta Nexxt, il nuovo headquarter a Milano. Sala: nel segno dell’innovazione urbana. Calcagno: noi partner industriale Sky

Fastweb presenta Nexxt, il nuovo headquarter a Milano. Sala: nel segno dell’innovazione urbana. Calcagno: noi partner industriale Sky