“Il mercato pubblicitario viaggia a -2%, lo sanno tutti”, Massimo Costa (Wpp) corregge Upa e Una

Come va adesso e come andrà il mercato della pubblicità nell’intero 2019? In un periodo in cui, per convenzione e tradizione, arrivano le previsioni dei vari osservatori accreditati, il country manager di Wpp, Massimo Costa, non cavalca il mainstream comunque ‘positivista’. “Sento in giro previsioni di crescita, anche limitata e parziale – come quella che ha fatto il presidente di Upa, Lorenzo Sassoli De Bianchi a + 0,5%, o quelle più o meno simili di altri osservatori – che non ci sembrano in linea con la realtà, che noi monitoriamo attraverso le pianificazioni e le intenzioni d’investire dei nostri clienti. Attualmente – continua Costa – il mercato viaggia nella migliore delle ipotesi al -2%, anche tenendo nel computo Google e Facebook e le altre Ott. E non ci sono indicazioni o suggestioni che ci autorizzino a pensare che le cose possano cambiare nella seconda parte dell’anno. So bene – conclude sul tema il country manager della holding che orienta oltre il 30% degli investimenti media – che si considera buona cosa lanciare messaggi positivi e tranquillizzanti, ma come stiano andando davvero le cose non è segreto per nessuno”.

Nella foto: Fabio Merlin, Massimo Costa, Michele Mormile e Andrea Chiavegato

Costa l’ha dichiarato presentando la prima delle due acquisizioni annunciate come imminenti poco tempo fa (l’altra dovrebbe riguardare un società attiva sul fronte e-commerce). Ieri è arrivata la formalizzazione dal primo affare. Wpp ha acquisito la maggioranza di AQuest, una creative, production & tecnology company veronese che ha servito in questi anni un elenco di clienti con profilo ‘top’ molto particolare, tra cui Gucci, Bulgari, Mercedes, Bellavista, Rana, Poliform, Smeg, Mediaset e Mutti, ma anche realtà ancora più originali del made in Italy, come Citco e Barovier & Toso.

Tante gare internazionali affrontate con successo, AQuest è l’agenzia italiana che ha vinto il maggior numero di premi internazionali in ambito digital e design. Settanta persone in organico, la struttura ha un fatturato superiore ai 7 milioni e avuto negli ultimi anni tassi di crescita costantemente alti (+30% il progresso nel 2018).

AQuest ha deciso, come ha sottolineato il ceo dell’azienda, Fabio Merlin “di fare un ulteriore salto di qualità”. Valorizzando l’expertise maturata che, secondo Merlin, consiste “nella capacità di creare customer experience appaganti e di connettere i brand al cuore delle persone, su tutto il percorso che va dal contatto virtuale fino alla esperienza fisica e all’acquisto nel negozio”. A Milano, ad annunciare la svolta, con Costa e Merlin, c’erano gli altri due founder dell’agenzia, il vp client Michele Mormile e il capo tecnologico Andrea Chiavegato, nonché il cfo Michele Mariotti.

Il matrimonio con Wpp arriva, ha spiegato Merlin, che ha un background creativo “per continuare a crescere ancora di più e lavorare a grandi progetti, sviluppando tutto il potenziale dell’agenzia che non è stato espresso”. Secondo Costa il processo sarà naturale “proprio potendo utilizzare le sinergie, le economie di scala, il cross selling e l’apertura globale di Wpp”. L’Italia, si auspica, potrebbe diventare una sorta di hub del creative tech di WPP.

Almeno inizialmente, comunque AQuest entrerà nei nuovi equilibri dell’azienda, in piena autonomia, senza avere un preciso destino di apparentamento con le altre realtà digital esistenti nell’azienda. L’idea è di valorizzare il posizionamento distintivo dell’agenzia nell’alta gamma, perfettamente coerente con quello di Wpp in Italia, molto caratterizzato anche dalla mission di accompagnare le aziende italiane che vogliono crescere all’estero e sviluppare per intero il proprio processo di evoluzione all’insegna della digital transformation. In margine alla presentazione, Costa ha sottolineato come AQuest sia una realtà che lavora con un solido modello di remunerazione del proprio servizio. In linea con una politica da cui WPP non vuole più eccepire. “Tendenzialmente WPP non farà più gare single shot, per un formaggino o un singolo prodotto o referenza di un cliente. Puntiamo ad una rapporto di consulenza allargata di WPP con le aziende, in linea con i rapporti che abbiamo di recente inaugurato con clienti come Lavazza, Campari, Lottomatica o Conad”.

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