Assomusica: con i biglietti nominali prezzi più alti e code ai cancelli. M5S: lavoriamo per stop ai bagarini

Gli otto milioni di italiani che lo scorso anno hanno assistito a concerti di musica dal vivo potrebbero subire a breve un aumento medio dei biglietti di 8-10 euro e un raddoppio dei tempi di attesa ai cancelli d’ingresso.
Lo denuncia Assomusica secondo la quale sarebbe questo l’effetto dell’ introduzione dal 1 luglio del biglietto nominale obbligatorio che si applica ai concerti che si svolgono in luoghi con capienza superiore a 5.000 persone. Una misura che secondo l’associazione “non risolve il problema” del secondary ticketing ovvero il cosiddetto ‘bagarinaggio online’.


Da sinistra verso destra: Stefano Pieroni (Vertigo), Adolfo Galli (D’Alessandro e Galli) Clemente Zard (Vivo Concerti), Andrea Pieroni (Vertigo), Mimmo D’Alessandro (Di and Gi), Ferdinando Salzano (Friends&Partners), Vincenzo Spera (Assomusica), Roberto de Luca (Live Nation), Maurizio Salvadori (Trident Music), Francesco Cattini (International Music and Arts).

Per fare i controlli identificativi di ogni singolo spettatore – sottolinea l’associazione in conferenza stampa a Milano insieme a organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo – si dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni: “da qui l’aumento dei costi per gli spettatori” che saranno anche “costretti a code molto più lunghe, specie in occasione di grandi manifestazioni”.
Inoltre “i consumatori non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente; le aziende, i fan club e i grandi gruppi organizzati, in genere, non compreranno più biglietti. Non sarà semplice nemmeno emettere i biglietti omaggio. Le procedure per il cambio del nominativo passeranno attraverso l’Agenzia delle Entrate, non saranno semplici e immediate e potranno comportare ulteriori costi. In questo scenario si perderanno migliaia di biglietti”.
“Il settore della musica live – sottolinea il presidente di Assomusica Vincenzo Spera – rappresenta una filiera di circa 1.000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone, impiegate direttamente nel settore. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori, specialmente giovani”.

“A giudicare dalla levata di scudi in questa estate infuocata, la legge del M5S per il contrasto al secondary ticketing, entrata in vigore appena una settimana fa, deve aver fatto davvero rumore negli ambienti musicali”, replica il primo firmatario della norma, Sergio Battelli, presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera. “Noi lavoriamo per fermare i bagarini e i truffatori ed appellarsi al costo del biglietto è semplicemente vergognoso” aggiunge chiedendo ad Assomusica di mettere “alla prova” la legge “di favorire questo cambiamento culturale invece di opporgli resistenza”.
Secondo il senatore Pd Roberto Rampi, però, la norma è una “follia che danneggia il settore”. “Abbiamo presentato due emendamenti e li offriamo alla maggioranza per correggere un suo errore – dice – Sbagliare è umano, perseverare diabolico”.

Assomusica, il tavolo relatori della conferenza stampa

Il settore della musica live, ricorda ancora il presidente di Assomusica Vincenzo Spera, “rappresenta una filiera di circa 1.000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone, impiegate direttamente nel settore. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori”. E “quest’emendamento approvato nell’ultima legge di bilancio del Governo come strumento di contrasto al fenomeno del secondary ticketing – ribadisce – rischia di generare soltanto un grande caos”. Intanto, contro l’allarme lanciato da Assomusica si schiera l’Unione Nazionale Consumatori, che chiede invece di applicare la legge: “Considerato quanto già costano agli spettatori i biglietti, ben sopra i costi effettivi dei concerti, qualunque rialzo sarebbe già ingiustificato.- si infuria il presidente Massimiliano Dona- Figurarsi aumenti pari ad 8 euro. Sarebbe una speculazione bella e buona, per la quale ci riserveremmo di fare una segnalazione all’Antitrust, per le opportune verifiche”.

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