Agcom: essenziale ruolo legislatore per tutelare informazione. Avviare analisi di mercato su pubblicità online

“È essenziale il ruolo del legislatore per salvaguardare il bene pubblico ‘informazione’ e promuovere la cultura. L’occasione degli stati generali dell’editoria dovrebbe essere colta per muoversi in questa direzione”. È l’auspicio espresso dal presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, illustrando la Relazione annuale alla Camera.

Il presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani (foto ANSA/GIORGIO ONORATI)

Cardani, ha poi ricordato come sulla raccolta pubblicitaria da parte delle piattaforme digitali “i cui ricavi crescono a doppia cifra da molti anni, avviandosi a valicare, in termini di valore, la soglia dei tre miliardi di euro”, ci sia il rischio che si vengano a creare posizioni dominanti.

Nel corso della presentazione il presidente Agcom ha spiegato che “attorno a questa crescita di valore c’è, ancora una volta, un mutamento di parametro che riguarda le particolari politiche commerciali adottate dalle piattaforme digitali e i rischi del determinarsi di posizioni dominanti sul mercato pubblicitario, anche riguardo alle modalità di raccolta, alle asimmetrie con gli altri protagonisti del mercato, a tutti i possibili nuovi usi dei dati di audience e diffusione, nonché all’utilizzo dei Big Data da parte di questi soggetti”. Sulla pubblicità online per Cardani sono “maturati i presupposti per l’avvio di una analisi del mercato”.

Cardani è tornato anche sulla vicenda Radio Radicale parlando di servizio pubblico. “In tema di servizio pubblico radiotelevisivo, con le nostre Linee guida abbiamo fornito un contributo al nuovo contratto di servizio quinquennale che dovrà guidare il definitivo passaggio dell’offerta di servizio pubblico al contesto multipiattaforma e multimediale”, ha detto il presidente Agcom. “È importante che il servizio pubblico possa operare nell’interesse dei cittadini secondo criteri di efficienza e di efficacia. L’Autorità ha evidenziato più volte l’importanza dei servizi destinati ad obiettivi di interesse generale, da ultimo ribadendo – attraverso la segnalazione inviata al Governo nel mese di aprile – l’importanza di salvaguardare il ruolo finora svolto da Radio radicale nel garantire un servizio radiofonico e multimediale destinato all’informazione istituzionale, pluralista e ulteriore rispetto a quello svolto da Rai”.

Molteplici i temi affrontati da Cardani: la gara per l’assegnazione delle bande pioniere per lo sviluppo del 5G (“un caso di successo unico in Europa”); la tutela del diritto d’autore che, con l’intervento regolamentare del 2013, “ha funzionato e ha permesso all’Italia di acquisire credibilità internazionale sul fronte della tutela della proprietà intellettuale”; la liberalizzare del mercato postale (“possono considerarsi concluse le attività finalizzate alla creazione di un mercato effettivamente concorrenziale”); il tavolo con big del web su pluralismo e correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali (un “unicum nel panorama internazionale” ma “la cui esperienza è imprescindibile per le future sorti dell’informazione nel contesto digitale”).

E poi ancora il presidente Agcom ha parlato di crisi dell’editoria (tra il 2011 e il 2018 c’è stato un “calo generalizzato di valore economico del -40%, investimenti, occupazione, ricavi”, sette anni in cui “nelle tlc si sono persi un quarto dei ricavi”); di social network e fake news sulla rete (“emergono fenomeni di polarizzazione nella formazione dell’opinione pubblica e di disinformazione che possono configurarsi come vere e proprie strategie”); identità digitale (“sussiste una diffusa ignoranza digitale nella maggioranza delle persone che quotidianamente, talora senza neanche accorgersene, cede gratuitamente i propri dati personali ai grandi aggregatori).

Sul suo mandato che volge al termine Cardani ha osservato: “Degli errori e delle promesse mancate porto io per primo la responsabilità. Tuttavia, giunto ormai al limite del mio mandato, di una cosa sono certo: mi sono sempre impegnato perché tutte le attività dell’Autorità fossero condotte in assoluta indipendenza, e le sue decisioni adottate con imparzialità e rigore”.

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