Assemblea Abi del centenario, Patuelli: Italia protagonista di una nuova Europa. Ma serve fiducia

Grande folla con ministri, rappresentanti delle istituzioni, politici, banchieri, personaggi dell’economia e della finanza, comunicatori e giornalisti questa mattina a Milano, a Palazzo Mezzanotte, per l’assemblea del centenario dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, celebrato alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Accanto a lui, seduto in prima fila, il presidente del Consiglio Luigi Conte e sul palco il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria insieme al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, insieme al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia, Giuseppe Sala, sindaco di Milano

L’assemblea è stata aperta da Antonio Patuelli, presidente dell’Abi (fondata a Milano nel 1919) che, tra l’altro, ha affermato: “l’Italia deve essere co-protagonista di una nuova Europa più democratica e solidale, che cresca unita e rispettosa delle differenze che sono ricchezze del pluralismo di culture, economie e società”. “Non ci rassegniamo a una economia italiana che cresce troppo poco, quando cresce, mentre aumenta sempre il debito pubblico”, ha aggiunto Patuelli, né a “uno spread elevato che appesantisce i fattori produttivi”.

In riferimento al sistema bancario Patuelli ha detto: “È necessario un più solido clima di fiducia non più minato da regole inapplicabili come il bail in, come ha affermato anche la Banca d’Italia”. E ha sottolineato: “L’articolo 47 della Costituzione tutela il risparmio: devono essere inattaccabili tutti i depositi che non debbono essere impropriamente scambiati per investimenti”.

Antonio Patuelli, presidente Abi

Molto denso e tecnico l’intervento del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha registrato la discesa dello spread sotto i 200 punti base e la decisione della Commissione europea di non raccomandare l’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo, aggiungendo che “l’orientamento prudente della politica di bilancio andrà confermato in un quadro di più lungo periodo”.

Riguardo alle banche, Visco ha affermato: “la situazione degli intermediari resta caratterizzata da specifici fattori di debolezza” e il loro sistema “deve ricercare al suo interno le soluzioni per una messa in sicurezza e un rilancio” anche sfruttando “i vantaggi che una maggiore dimensione può apportare”. Rispetto alle normative adottate dall’Unione europea per gestire le crisi bancarie del 2014, Visco le ha giudicate condivisibili, ma ha chiesto di rimuovere gli ostacoli “che disincentivano la partecipazione degli investitori a iniziative di risanamento di una banca”.

L’evento si è concluso con l’intervento del ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria che ha esordito ricordando il clima diverso rispetto all’assemblea Abi dello scorso anno con “uno scenario significativamente diverso dall’attuale e, di fronte alla realtà dei fatti e delle azioni, sono sfumati i dubbi immotivatamente diffusi sulle coerenze politiche del nuovo governo con il quadro delle regole europee”. E Tria ha riaffermato “la ferma volontà del governo di mantenere il ruolo che gli compete in Europa”, aggiungendo: “tenendo conto del difficile contesto internazionale e i segnali di una forte inversione ciclica”, ha poi dichiarato Tria, “riteniamo che l’andamento dell’economia italiana da inizio anno sia stato nel complesso soddisfacente”.

Rilevando il significativo calo dello spread, in riferimento all’accordo con la Commissione europea, Tria ha sottolineato che “ha consentito di evitare la procedura di disavanzo eccessivo. Senza tagliare alcuna spesa programmata con l’assestamento di bilancio del 2019 abbiamo rafforzato la credibilità nazionale e la fiducia nel Paese”.

“Le riforme del settore bancario degli ultimi anni”, ha continuato in seguito il ministro, “hanno contribuito al superamento della crisi finanziaria restituendo all’Italia un settore bancario più solido ed efficace. Occorre mantenere la rotta della strategia applicata finora che, se perseguita con convinzione, supporterà la crescita della aziende e sosterrà il benessere delle famiglie”.

Lasciando Palazzo Mezzanotte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha risposto alle domande dei giornalisti, dicendo, tra l’altro: “Lo spread è al minimo da maggio 2018 e confidiamo che scenda ancora di più il fatto di aver evitato la procedura di infrazione sta aiutando. Abbiamo la fiducia dei mercati e confidiamo di acquisirla sempre più e di continuare in questa direzione. Ovviamente teniamo i conti in ordine ma il problema è che non vogliamo farlo con misure repressive ma misure che consentano la crescita e l’occupazione”.

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