Caso Zazzaroni-Mihajlović valutato dall’Ordine dei giornalisti. Se ne occupa il consiglio territoriale dell’Emilia Romagna

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, fa capire che l’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic era stato colpito da una grave malattia. Il tecnico dei felsinei viene quindi costretto dalla situazione  a parlarne in conferenza stampa.  Zazzaroni si è poi pentito e ha chiesto pubblicamente scusa: “deve sempre prevalere l’angoscia di chi soffre, e allora mi pento per la prima volta di aver fatto il giornalista e non l’amico di vent’anni”.

Sul caso il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, precisa che la verifica deontologica compete esclusivamente ai Consigli di disciplina territoriali che sono organismi autonomi rispetto ai Consigli regionali.Del caso specifico se ne occuperà il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dell’Emilia Romagna cui il direttore del Corriere dello Sport è iscritto, attivato per le vie brevi in seguito al clamore suscitato dalla polemica.

Ivan Zazzaroni

Il Collegio disciplinare – spiega una nota dell’Odg –  dovrà valutare la correttezza del bilanciamento tra il diritto di cronaca e il rispetto dell’art. 6 – Doveri nei confronti dei soggetti deboli – del Testo Unico dei doveri del giornalista ( “Il giornalista: rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali, in analogia con quanto già sancito per i minori dalla «Carta di Treviso»; evita nella pubblicazione di notizie su argomenti scientifici un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate; diffonde notizie sanitarie solo se verificate con autorevoli fonti scientifiche; non cita il nome commerciale di farmaci e di prodotti in un contesto che possa favorirne il consumo e fornisce tempestivamente notizie su quelli ritirati o sospesi perché nocivi alla salute) e dell’art. Art. 10 – Tutela della dignità delle persone malate – delle Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica (“Il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una determinata persona, identificata o identificabile, ne rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specie nei casi di malattie gravi o terminali, e si astiene dal pubblicare dati analitici di interesse strettamente clinico. La pubblicazione è ammessa nell’ambito del perseguimento dell’essenzialità dell´informazione e sempre nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblico).

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