Netflix: nel secondo trimestre crescita abbonati sotto le attese. Pesano l’aumento dei prezzi e la concorrenza

Delude la crescita degli abbonati di Netflix, che chiude il secondo trimestre con 2,7 milioni di nuovi sottoscrittori, decisamente al di sotto dei 5 milioni attesi. A preoccupare è soprattutto la perdita di 130 mila abbonati negli Stati Uniti a causa del rincaro dei prezzi e della programmazione debole.

Alla fine di giugno Netflix conta 151,6 milioni di abbonati nel mondo, meno dei 153,9 milioni che aveva previsto e meno dei 156,5 milioni attesi dal mercato. La società stima per il terzo trimestre 7 milioni di abbonati in più, di cui 800 mila negli States, grazie al ritorno sul piccolo schermo di alcune delle serie di maggiore successo, quali Stranger Things e Orange is the New Black.

Nonostante i numeri degli abbonati, Netflix ha comunque chiuso il secondo trimestre con ricavi in crescita del 26% a 4,92 miliardi di dollari. L’utile invece è sceso a 270 milioni di dollari dai 384,3 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Per il terzo trimestre Netflix stima ricavi per 5,25 miliardi di dollari.

Reed Hastings (Foto Ansa – EPA/BRITTA PEDERSEN)

Per gli investitori il timore è che fra l’aumento dei prezzi e della concorrenza Netflix inizi a perdere colpi e questo preoccupa alla luce delle forti spese della società per la produzione di contenuti e la bassa redditività.
Anche se le previsione parlando di una seconda metà dell’anno positiva, la concorrenza incalza. Nei prossimi mesi è infatti atteso il lancio dei servizi in streaming di Walt Disney, Apple e AT&T e questo si è già tradotto nel ritiro da Netflix di alcuni programmi popolari, quali The Office e Friends che tornano rispettivamente su NBCUniversal di Comcast e su HBO Max.

“I risultati sono inferiori alle attese in tutti le regioni nel complesso, ma abbiamo notato una perdita di iscritti soprattutto nelle regioni in cui abbiamo aumentato i prezzi”, ha commentato la società nella lettera agli azionisti allegata ai risultati, ammettendo di aver sottovalutato gli effetti di una programmazione debole sulla crescita degli abbonati. Ma chiarisce di non voler intraprendere la strada della pubblicità per sostenere il suo servizio. “Riteniamo di avere un modello di business di maggior valore nel lungo termine stando fuori dalla concorrenza per i ricavi pubblicitari e concentrandoci sul soddisfare solo i nostri abbonati”.

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