Facebook, dopo gli Usa, muro contro Libra anche dal G7: “sovranità degli Stati a rischio”

Mentre resta ancora in alto mare il progetto di una ‘web tax’ comune, Libra, la moneta virtuale di Facebook, mette in allarme i ministri delle Finanze dei Paesi del G7 (Francia, Italia, Usa, Gran Bretagna, Giappone, Canada e Germania). Riuniti a Chantilly, hanno raggiunto un’intesa sulla “necessità di agire rapidamente” dinanzi all’ultimo progetto di Zuckerberg.

zuck fb

Mark Zuckerberg (Foto Ansa-Ap)

“Abbiamo condiviso la visione che serve urgentemente un’azione” su Libra, ha dichiarato il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire. “I membri del G7 hanno espresso preoccupazioni sia tecniche sia politiche”. “La sovranità delle nazioni non può essere messa a rischio”.
Il ministro dell’economia italiano Tria, aveva riferito che “questa preoccupazione” rispetto a Libra si tradurrà in un’azione di controllo” nonché in uno specifico “intervento” dei Paesi del G7.

“Nessuno può accettare che multinazionali con oltre un miliardo di utenti si trasformino in Stati privati, dotandosi di un moneta capace di competere con valute sovrane”, aveva già rimarcato Le Maire evocando “rischi di riciclaggio o di lotta al finanziamento del terrorismo”.

I progetti sulla criptovaluta per Facebook continuano a trovare forte opposizione anche negli Usa, dove i vertici del social sono stati impegnati in una serie di audizioni al Congresso e nelle commissioni finanziarie. Il social ha respinto la richiesta di un deputato democratico di sospendere i suoi piani per il lancio di Libra, ribadendo il proprio impegno a introdurre la moneta solo dopo aver ricevuto tutte le necessarie autorizzazioni.

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