Rai, Laganà: con stop al canone M5s consegna l’azienda ai pubblicitari. Borioni: proposta che punta a una azienda piccola

“La strada per riformare la Rai non è toglierla ai partiti per consegnarla ai  pubblicitari o alle aziende commerciali”. Il consigliere della Rai Riccardo Laganà spiega all’Adnkronos il suo punto di vista sulla
proposta dei pentastellati di abolire il canone agendo sull’eliminazione del tetto alla pubblicità.

Riccardo Laganà (foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Così, secondo Laganà, “si rischia il collasso vista la contrazione del mercato pubblicitario dei media tradizionali, se ne certifica il fallimento e la perdita di migliaia di posti di lavoro, oltre che del valore sociale e culturale che la mission di servizio pubblico richiede ogni giorno”.

“Togliere il canone al servizio pubblico per aprire ad una presunta concorrenza con le Tv private – rimarca – è disconoscere il significato profondo del servizio per i cittadini. La Rai è tra i servizi pubblici europei quella che ha subito i maggiori tagli del canone, attualmente solo 74,73 euro su 90 euro totali finiscono a Rai,il resto viene utilizzato per altri scopi”.

“Una Rai indipendente editorialmente ed economicamente, riformata e finalmente libera dai partiti – secondo Laganà – ha, invece, bisogno del canone per evolversi e rispondere in ogni momento al cittadino,
unico vero editore di riferimento”.

Perplessità sulla proposta grillina anche dalla consigliera Rita Borioni. “Un servizio pubblico non finanziato dal settore pubblico, attraverso fiscalità generale o di scopo, non può esistere in natura. Non può esistere un servizio pubblico radiotelevisivo di natura unicamente commerciale”, ha detto.

“E in mancanza di un finanziamento pubblico non ha più senso la Convenzione o il Contratto di Servizio e gli obblighi derivanti. Il disegno dell’A.C. 1983 sembra essere semplicemente quello di una Rai molto piccola, con solo un paio di canali, senza più informazione regionale, senza obblighi di finanziamento del cinema e dell’audiovisivo, con nove o diecimila dipendenti in meno. Tanto per cominciare”, ha concluso.

Rita Borioni (Foto ANSA / ETTORE FERRARI)

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