Google chiude definitivamente il progetto Dragonfly, versione censurata del motore di ricerca per la Cina

Google chiude definitivamente Dragonfly, il controverso progetto di un motore di ricerca ‘epurato’ per la Cina. La conferma arriva da Karan Bhatia, vice president of Public Policy per il gruppo di Mountain View, che è intervenuto di fronte al Judiciary Committee del Senato Usa affermando che il progetto è “terminato”.

(Foto Ansa EPA/JOHN G. MABANGLO)

Il caso era esploso quasi un anno fa grazie ad una inchiesta del sito The Intercept, provocando le proteste interne dei dipendenti ma anche delle organizzazioni per i diritti umani.
Un portavoce della società è intervenuto attraverso il sito BuzzFeed per sottolineare che non si tratterebbe di una novità, poiché il lancio di un motore di ricerca censurato destinato alla Cina non rientra già da mesi nei piani della società californiana.

Dragonfly non è l’unica iniziativa di Google ad aver provocato reazioni negative negli ultimi mesi. C’è anche Project Maven attraverso il quale l’azienda ha collaborato con il Pentagono per l’uso dell’Intelligenza artificiale nell’analisi delle immagini aeree catturate dai droni in zone di conflitto. In seguito alle proteste dei dipendenti il contratto non è stato rinnovato.

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