Rai, Paxia (M5S): canone tassa anacronistica. Modificare i limiti pubblicitari equiparandoli a quelli delle tv private

“Il canone Rai è una tassa ingiusta e come tale va abolita senza se e senza ma”. Maria Laura Paxia, esponente grillina e membro della commissione di Vigilanza, spiega così l’idea di abolire il canone Rai – avanzata in una proposta di legge di cui è prima firmataria -, dimostrando di non avere nessuna idea di come è organizzato il sistema televisivo italiano, che non può essere terremotato semplicemente per delle alzate di ingegno populista del Movimento 5 Stelle.

“Il canone Rai fu istituito nel 1938 dal governo di Benito Mussolini. Inizialmente la tassa fu voluta per finanziare la propaganda del regime fascista. Comprendiamo dunque quanto il canone sia anacronistico rispetto i nostri tempi”.

Laura Paxia (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

“Qualcuno è stato contrario alla mia proposta credendo che il servizio pubblico non sia tutelato se viene eliminato il canone non comprendendo, o non volendo comprendere, che continuerà ad essere un servizio con le varie nomine d’ispirazione pubblica oltre che, ricordo, sempre controllato dalla commissione parlamentare per la Vigilanza Rai che in questo momento più che mai dovrà vigilare sull’operato della televisione pubblica”.

“La mia proposta – continua la deputata – modifica i limiti di affollamento pubblicitari equiparandoli a quelli delle televisioni private”. “È giusto che la Rai si adegui e inizi ad essere competitiva”, conclude Paxia.

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