La Rai rischia una super-sanzione dell’Agcom. Richiesta di sanzione formalizzata da Morcellini

Nella sua ultima riunione, il prossimo 23 luglio, l’Autorità per le Comunicazioni deciderà se infliggere una sanzione alla Rai per violazione del pluralismo informativo. Lo scrivono  Fontanarosa e Palestrini su Repubblica.it.

La sede Rai di Viale Mazzini (Foto Ansa -ALESSANDRO DI MEO)

La richiesta di sanzione è stata formalizzata da Mario Morcellini, uno dei quattro componenti del massimo organo decisionale dell’Autorità, di area progressista. E la richiesta di Morcellini è senza precedenti. La Rai rischia una ammenda pari al 3 per cento del suo fatturato.

L’Autorità si è mossa dopo che un servizio del Tg2, il 19 maggio 2019, ha denunciato gli effetti negativi dell’immigrazione in Svezia. Servizio contestato, per i suoi “errori”, dall’Ambasciata di Svezia a Roma.

A giudizio di Morcellini, la Rai – anche attraverso questo servizio del Tg2 – avrebbe violato il Testo unico delle Comunicazioni (che raccoglie tutte le norme di legge del settore tv) e il Contratto di Servizio che fissa gli impegni del servizio pubblico televisivo verso gli italiani. In ragione di questa presunta violazione, in base all’articolo 48 del Testo unico, la Rai meriterebbe questa severa multa.

Ora, non è detto che la proposta di sanzionare la Rai trovi una maggioranza di 3 voti su 2 nella riunione dell’Autorità del 23 luglio. Ma un caso Tg2 certamente esiste, come dimostrano anche i richiami che il telegiornale ha ricevuto per la violazione della par condicio in campagna elettorale.

In queste ore, esponenti di Forza Italia sostengono che il Tg2 non ha commesso alcuna colpa grave è che le denunce di Michele Anzaldi verso il telegiornale sarebbero frutto della faziosità del deputato del Pd.

L’attività di vigilanza che l’Autorità ha svolto e svolge dimostra, invece, che un caso Tg2 esiste, eccome.

 

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