Raffaele Cantone lascia l’Anticorruzione e torna in magistratura: “ciclo si è chiuso, mutato approccio verso Autorità”

Dopo cinque anni alla presidenza dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone lascia l’Anac, con alcuni mesi di anticipo sulla conclusione del suo mandato, che sarebbe scaduto a marzo 2020. Lo annuncia lui stesso in una lettera sul sito dell’Autorità. “Sento che un ciclo si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo”, ha scritto Cantone,  che ha fatto richiesta per rientrare in magistratura.
“Nella mattina di oggi, con alcuni mesi di anticipo, ho avanzato formale richiesta di rientrare nei ruoli organici della magistratura: un atto che implica la conclusione del mio mandato di Presidente dell’Anac, che diverrà effettiva non appena l’istanza sarà ratificata dal plenum del Csm. Tornerò pertanto all’Ufficio del massimario presso la Corte di Cassazione” dove Cantone prestava servizio prima di essere designato alla guida dell’Anac.

Cantone ha citato la fase “difficile” che sta vivendo la magistratura, un momento che “mi impedisce di restare spettatore passivo”. “Assistere a quanto sta accadendo, senza poter partecipare concretamente al dibattito interno mi appare una insopportabile limitazione, simile a quella di un giocatore costretto ad assistere dagli spalti a un incontro decisivo: la mia indole mi impedisce di restare uno spettatore passivo, ancorché partecipe”.

“L’Autorità nazionale anticorruzione, istituita sull’onda di scandali ed emergenze, rappresenta oggi un patrimonio del Paese. Sono circostanze che dovrebbero rappresentare motivo di orgoglio per l’Italia, invece sono spesso poco riconosciute come meriterebbero”, ha sottolineato ancora. “Lascio la presidenza dell’Anac con la consapevolezza che dal 2014 il nostro Paese ha compiuto grandi passi avanti nel campo della prevenzione della corruzione, tanto da essere divenuta un modello di riferimento all’estero”.

“Naturalmente la corruzione è tutt’altro che debellata ma sarebbe ingeneroso non prendere atto dei progressi, evidenziati anche dagli innumerevoli e nient’affatto scontati riconoscimenti ricevuti in questi anni dalle organizzazioni internazionali (Commissione europea, Consiglio d’Europa, Ocse, Osce, Fondo monetario) e dal significativo miglioramento nelle classifiche di settore”, ha concluso.

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