Copyright, Fieg: bene adozione direttiva Ue in Francia. Tempi rapidi anche in Italia. Fnsi: preoccupa silenzio governo

Apprezzamento per la rapidità e la sostanziale unanimità con cui il Parlamento francese ha adottato il 23 luglio, in via definitiva, la legge di recepimento della Direttiva europea sul copyright, aprendo così la strada ai processi di implementazione nazionali che dovranno concludersi in tutti gli Stati membri entro il 2021.

Andrea Riffeser Monti (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Così il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha commentato la notizia della avvenuta introduzione, nell’ordinamento francese, del diritto connesso in favore degli editori di giornali. La legge francese stabilisce puntuali obblighi di informazione in capo ai fornitori di servizi di comunicazione online per una valutazione trasparente della remunerazione e della sua ripartizione agli editori, precisando anche che la remunerazione deve basarsi su ogni forma di ricavo, sia essa diretta che indiretta.
“Una legge” aggiunge Carlo Perrone, Presidente di Enpa, “che fornisce strumenti concreti per rendere immediatamente efficace l’esercizio del diritto connesso degli editori di giornali nell’ambiente digitale.”

“L’auspicio” conclude Riffeser “è che tutti gli Stati europei, a partire dall’Italia, vogliano proseguire nel percorso avviato dalla Francia, aprendo anche a tavoli di confronto tra le Parti, per arrivare ad un rapido e condiviso recepimento di una riforma necessaria al riequilibrio del sistema digitale.”

La posizione Fnsi – Anche il segretario Fnsi, Raffaele Lorusso, si è espresso sul tema copyright. “L’approvazione della legge francese di recepimento della direttiva europea sul diritto d’autore rende urgente anche in Italia l’avvio dell’iter parlamentare per giungere allo stesso risultato”, ha affermato in una nota.
“Da questo punto di vista, preoccupano il silenzio e l’inerzia del governo italiano su una questione fondamentale che attiene anche la giusta remunerazione del lavoro giornalistico, e del lavoro intellettuale in generale, e la tenuta del sistema dell’informazione professionale”.

Raffaele Lorusso (Foto ANSA / CIRO FUSCO)

“L’assenza di regole continua a favorire i giganti del web e quanti quotidianamente saccheggiano il lavoro giornalistico realizzando importanti profitti con la raccolta pubblicitaria e l’utilizzo dei dati personali”, ha chiosato Lorusso, ribadendo come non sia in discussione la libertà di accesso alla rete.
“Si tratta di affermare il principio secondo cui chi utilizza il lavoro altrui deve remunerarlo attraverso il pagamento di diritti alle aziende e ai lavoratori, così come non si può pensare di continuare a esonerare dal pagamento delle tasse in Italia chi realizza fatturati e profitti attraverso la raccolta pubblicitaria. Si tratta di temi cruciali che hanno ricadute dirette sulla sopravvivenza dell’informazione professionale e, quindi, sulla tenuta democratica del Paese”.

“Chissà perché, nel corso dei cosiddetti Stati generali dell’editoria, convocati dal sottosegretario Vito Crimi, questi temi sono rimasti sullo sfondo per cedere il passo ai tagli del fondo per il pluralismo e a discussioni che hanno reso sempre più evidente il tentativo di indebolire il sistema e colpire la professione giornalistica, anche attraverso il commissariamento dell’Inpgi e l’abrogazione dell’Ordine”, ha affermato ancora Lorusso, chiamando in causa il sottosegretario grillino con delega all’editoria.
“Il sindacato dei giornalisti auspica che il Parlamento si riappropri del tema della tutela del diritto d’autore, calendarizzando i lavori per il recepimento della direttiva europea, atto necessario per difendere il lavoro regolare, le imprese che investono e l’informazione professionale”, ha concluso

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