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Facebook patteggia e chiude il caso Cambridge Analytica: multa da 5 miliardi di dollari da Ftc per violazione della privacy

Facebook pagherà 5 miliardi di dollari per risolvere la disputa sulle violazioni della privacy. Lo annuncia la Federal Trade Commission. L’accordo raggiunto tra la commissione e il social prevede anche la creazione da parte di Facebook di un comitato indipendente per la privacy, mettendo di fatto fine alla possibilità per Mark Zuckerberg di avere l’ultima parola sul tema.
A Facebook viene inoltre richiesto di non usare a scopi pubblicitari i numeri di telefono ottenuti dai suoi utenti per motivi di sicurezza.

L’accordo è stato approvato dalla Ftc con tre voti a favore, quelli repubblicani, e due contrari, quelli dei due membri democratici.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa – EPA/SHAWN THEW)

“L’ammontare della sanzione è senza precedenti nella storia della Ftc”, ha spiegato il presidente della commissione, il repubblicano Joseph Simmons. “L’obiettivo non è solo quello di punire, ma soprattutto di cambiare l’intera cultura della privacy di Facebook, facendo così scendere il rischio di violazioni” aggiunge.
Rohit Chopra, uno dei due membri democratici della commissione, non è invece soddisfatto. “Quando le società possono violare la legga, pagare multe salate ma continuare a essere in utile e a mantenere intatto il loro modello di utile, non si può cantare vittoria” ha spiegato. Secondo l’altra democratica, Rebecca Kelly Slaughter, viste le ripetute violazioni del social, la Ftc avrebbe dovuto fare causa alla società e a Zuckerberg per innescare un possibile cambio di comportamento della società.

“Dopo mesi di trattative abbiamo raggiunto un accordo con la Ftc che offre un nuovo ampio contesto normativo per la tutela della privacy. L’accordo richiederà un cambio fondamentale nelle modalità con cui approcciamo il nostro lavoro. Segnerà una forte svolta verso la privacy”, ha spiegato invece il social commentando l’accordo raggiunto con le autorità americane [1]. “La responsabilità richiesta da questo accordo va al di là di quanto previsto dalla legge e ci auguriamo sia un modello per l’industria”, ha continuato Menlo Park, precisando che “andando avanti l’approccio della società alla privacy sarà parallelo a quello usato per i controlli finanziari, con un processo rigoroso e certificazioni per assicurare che i controlli stanno funzionando”.

“Abbiamo raggiunto un accordo sulla privacy. Pagheremo una sanziona storica ma, ed è più importante, effettueremo importanti cambi strutturali su come mettiamo a punto i nostri prodotti e gestiamo la società”, il commento di Zuckerberg, commento in cui sottolinea che Facebook “ha la responsabilità di proteggere la privacy della gente”.
“Abbiamo già lavorato duramente a questo obiettivo, ma ora fisseremo standard nuovi per l’industria”, ha aggiunto il fondatore e ceo del social, dicendosi soddisfatto dei cambiamenti richiesti dall’accordo: “ridurranno il numero di errori e ci aiuteranno a offrire tutele maggiori sulla privacy”. “Il prossimo obiettivo per la nostra società è costruire tutele alla privacy forti come i migliori servizi che offriamo. Mi impegno a farlo nel modo corretti e a costruire la miglior piattaforma social per la nostra comunità”, ha concluso.

Ma non è finita qui. Il social ha raggiunto anche un accordo con la Sec, la consob americana, impegnandosi a pagare 100 milioni di dollari per risolvere la disputa in cui è accusata di aver ingannato gli investitori per più di due anni sull’uso dei dati dei consumatori. La Sec ritiene che Facebook sapesse fin dal 2015 che un ricercatore aveva venduto impropriamente informazioni su decine di milioni di utenti a Cambridge Analytica, ma non lo ha comunicato pubblicamente fino al 2018.